Il presidente di Confindustria «A Varese mi sento sempre a casa Un legame tra memoria e futuro»

La Provincia Varese - 30/05/2017

Ospite d’onore dell’Assemblea annuale 2017 di Univa, che si è svolta ieri mattina a Malpensafiere, è stato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria che già lo scorso anno, appena eletto, come da consuetudine, fece il suo primo intervento all’assemblea degli industriali varesini che nel calendario confindustriale segue l’appuntamento nazionale dell’associazione. «Qui mi sento a casa – ha detto Boccia – perché c’è una forte identità culturale che ci lega; Varese rappresenta il collegamento tra la memoria storica e il futuro del nostro sistema di rappresentanza e Univa è punta avanzata». Dopo l’omaggio agli industriali varesini e al sistema imprenditoriale del nostro territorio, il leader di Confindustria ha toccato i temi caldi del momento, lanciando anche una proposta concreta che riguarda i giovani. «Per costruire un grande futuro ci vogliono i giovani; facciamoli entrare nelle fabbriche grazie a una politica fiscale coerente, che preveda l’azzeramento del cuneo fiscale per i primi tre anni per ciascun ragazzo assunto nelle nostre imprese» ha proposto Boccia incontrando il favore della platea varesina. La relazione del presidente di Confindustria che ha chiuso i lavori dell’Assemblea ha toccato tutti i temi dell’attualità, a partire da za c’è sempre stata ed è il sale della vita – ha sottolineato Magri – siamo in presenza di un condominio rissoso dove i due inquilini che hanno più millesimi, Usa e Europa, stanno mettendo in dubbio alcuni pilastri del condominio stesso». Fuor di metafora, vista anche l’elezione di Trump alla Casa Bianca e la Brexit, «l’Europa ha un’occasione storica, quella di darsi un ruolo in un mondo multipolare; se non ora quando? – si è chiesto Magri – interesse dell’Europa è dialogare con la Russia». Con Marenzi si è parlato soprattutto di export e di made in Italy. «Non bisogna più parlare di mercati ma di città – ha affermato l’imprenditore – perché ad esempio nel settore moda, le cose vanno bene sulle coste degli Usa ma non nel centro del Paese e allo stesso modo Mosca non è uguale a Kazan. I social hanno cambiato il rapporto con il consumatore che non è più soggetto passivo; il rapporto con il marchio adesso è duale». L’export del settore moda italiana va a gonfie vele, soprattutto verso l’Europa, a partire da Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna. «L’industria 4.0 va sfruttata non solo per il superammortamento ma soprattutto per cambiare l’azienda e il suo approccio con il mercato e ancora più importante per collegare la filiera per essere più veloci come il mercato ci chiede di essere» ha concluso Marenzi. n Europa e Stati Uniti. «L’Europa deve fare un salto di qualità, non solo pianificando ma anche agendo – ha proseguito Boccia – serve un’Italia che non sia periferia d’Europa ma che acquisti centralità tra l’Europa stessa e il Mediterraneo». Porre al centro la questione bancaria e il terzo pilastro, ovvero la messa in sicurezza dei depositi, un altro dei passaggio chiave dell’intervento del leader di Confindustria che ha parlato anche di politica italiana. «Voler far cadere un Governo sui voucher che rappresentano lo 0.3% del monte salari nazionale la dice lunga sulle priorità di certe forze politiche – ha dichiarato Boccia – noi siamo per il maggioritario perché il proporzionale è l’anticamera del consociativismo». Ultimo passaggio, quello sull’industria 4.0 «che non è solo una questione tecnologica ma anche culturale, dove occorre coinvolgere anche la società». Prima dell’intervento di Boccia, sul palco di Malpensafiere è andata in scena una tavola rotonda che ha visto protagonisti Paolo Magri, direttore dell’Ispi, l’istituto per gli studi di politica internazionale e l’imprenditore Claudio Marenzi, presidente di Herno spa e della neonata Confindustria Moda, intervistati dal giornalista Gianfranco Fabi. Filo conduttore la politica internazionale e le conseguenze per le imprese e l’economia. «L’incertez