Il Premio Chiara 2019 è donna

Tre autrici “col botto”. Tre nomi eccellenti della narrativa – e non solo – in lingua italiana per un appuntamento che per la prima volta si colora tutto di rosa. Tre volte “M”: mai come quest’anno, il trentunesimo della serie, il Premio Chiara propone tre finaliste di eccellenza e di rinomanza anche presso il grande pubblico. Si tratta di Beatrice Masini (editor, autrice di opere per l’infanzia, traduttrice della saga di Harry Potter) con “Più grande la paura” uscito per Marsilio; Laura Morante (attrice in teatro con Carmelo Bene e poi al cinema con Giuseppe e Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Gianni Amelio, Pupi Avati) con “Brividi immorali” edito da La nave di Teseo; Marta Morazzoni (già docente di Lettere nella provincia di Varese, vincitrice solo un anno fa del Campiello alla carriera) con “Il dono di Arianna” per i tipi di Guanda. Storie di bambini felici, abusati, rapiti, storie di coppie in crisi, tradimenti, paure e storie di miti greci riletti senza intenzioni trasgressive, ma con un amore nato sin dalla più tenera età. Insomma storie di narrativa breve (il riconoscimento va infatti a libri di racconti, specialità letteraria dello scrittore luinese) che hanno convinto la giuria tecnica composta dal presidente Romano Oldrini, dal nostro direttore Maurizio Lucchi, dal responsabile de “La Provincia” di Lecco Vittorio Colombo, oltre che da Luca Croci, Robertino Ghiringhelli, Francesca Manfredi, Luigi Mascheroni, Mauro Novelli, Ermanno Paccagnini, Luca Saltini, Stefano Vassere ed Andrea Vitali. Un parterre di tutto rispetto, fatto di scrittori, giornalisti, critici per una edizione le cui sorprese, annunciate ieri sera nella romantica atmosfera del’Isolino Virginia, presente il sindaco di Varese Davide Galimberti, non finiscono però qui. Nella sezione Segnalati del Chiara Editi troviamo infatti un altro nome eccellente: quello di Davide Van De Sfroos con il suo “Ladri di foglie” (anche questo uscito da poco per La nave di Teseo), viaggio surreale sulle tracce di un fantomatico lestofante che crede di rubare la magia che innerva un giornata qualunque . Il “canta-autore di grande talento” (com’è definito nella motivazione del riconoscimento) per eccellenza della regione insubrica (basti ricordare titoli come “Bréva e Tivàn”, “Pica”, “Yanez” che elevano il dialetto a lingua musicale), originario della provincia di Como e sulla breccia ora anche come scrittore, ha centrato l’obiettivo perché “capace di tratteggiare con maestria luoghi e persone tra neorealismo e visioni oniriche”. Difficile dare torto alla giuria, che ha condensato in due righe una motivazione perfetta. Ma se qui tutto è già stato deciso e senza grandi tentennamenti, spetta ora alla giuria popolare dei 150 lettori scegliere tramite voto via posta il vincitore del Chiara “maggiore”. La proclamazione è fissata per domenica 27 ottobre alle 17 nel consueto spazio della Sala Napoleonica alle Ville Ponti. La data verrà preceduta da quelle del 20 settembre alle Biblioteca Frera di Tradate con Van De Sfroos intervistato alle 21 da Riccardo Pellegrini e Diego Pisati, di sabato 26 ottobre alla Biblioteca Cantonale di Lugano, ore 17.30, e del giorno successivo alle 11 al Maga di Gallarate con i tre finalisti. Dietro a tanto lavoro nel ricercare la qualità senza scordare la popolarità, c’è l’impegno degli Amici a tener vivo un premio nato a fine anni Ottanta quasi in sordina, cresciuto poco a poco ben oltre i confini lombardi e ticinesi, ma da qualche tempo in difficoltà nel reperire i fondi necessari – sia presso il settore privato, sia presso quello pubblico – a mantenere alto il profilo degli eventi ad esso connessi e che vanno sotto il titolo “Festival del Racconto”. Il Premio è promosso dall’Associazione Amici di Piero Chiara col sostegno di numerosi enti pubblici e privati tra cui Regione Lombardia,