Il Parco si estende verso il lago Il sogno di Furia prende forma

La Prealpina - 27/07/2017

Cinquanta ettari in più su oltre seimila non sono poi tanti, ma dimostrano che l’ente gode di buona salute, è utile alla tutela e valorizzazione del territorio ed è visto in maniera positiva anche dalle amministrazioni locali. L’ultimo consiglio di amministrazione del Parco Campo dei Fiori, tenutosi l’altra sera nella sede di via Trieste, ha varato la richiesta (che ora verrà trasmessa a Regione Lombardia) per ottenere l’allargamento dell’area protetta da circa 6.200 a 6.250 ettari, aggiunta quasi tutta compresa nel territorio di Luvinate e, per piccole modifiche di completamento, in quello di Casciago.

In altre parole, dopo avere acquistato qualche anno fa nuovi spazi a nord della montagna, il Parco ora si estende sempre più verso mezzogiorno, in direzione del lago di Varese. «Al di là dei numeri, il valore del provvedimento sta nella qualità più che nella quantità -spiega il presidente del Parco, Giuseppe Barra- I confini attuali arrivano, infatti, a lambire le sponde del torrente Tinella, mentre con l’estensione si sposteranno più a nord, tra il corso d’acqua e il golf club. Si tratta di un’area in parte naturale e in parte agricola di grande bellezza e di notevole valore ambientale perché rappresenta un importante “corridoio” di collegamento tra la montagna e il lago».

Si avvicina il tempo, preconizzato dal professor Furia più o meno mezzo secolo fa, in cui Campo dei Fiori e bacino lacustre varesino, entità strettamente legate fra loro per ovvio motivi di ecosistema, costituiranno un’unica area protetta? Barra non si spinge fin là, ma certo questi cinquanta ettari in più sottoposti a tutela sembrano andare proprio in quella direzione. Si verrebbe così a costituire un grande polmone verde con una propria logica anche in termini di tutela del sistema naturale che, proprio attraverso il Tinella e altri corsi d’acqua minori, unisce dalla notte dei tempi il sistema montuoso Campo dei Fiori-Martica con quello lacustre che sta ai suoi piedi.

Dopo la pausa estiva, la richiesta di estensione della superficie verrà valutata da Regione Lombardia per l’approvazione richiesta a termini di legge. Fin d’ora, però, è facile constatare come, a distanza di oltre trent’anni dal varo (che tutti ricordano essere stato accompagnato da grandi polemiche anche istituzionali e fra alcune popolazioni), il Parco Campo dei Fiori sia stato capace di andare controcorrente rispetto a realtà analoghe anche a livello lombardo e a più riprese abbia addirittura esteso i propri confini sia verso sud, da Casciago a Gavirate, sia verso la porzione settentrionale, in origine la più restia ad accettare il nuovo ente. Basti ricordare che in 33 anni di vita (la legge istitutiva è del 19 marzo 1984) si è passati da 5.400 a 6.250 ettari, con un incremento che sfiora il 16 per cento, e da 14 a 16 Comuni.