Il Palaghiaccio si rianima

Sono cinque anni che al Palaghiaccio di Beata Giuliana non si muove una vite. L’incompiuta – passata nel tempo dalle mani della Provincia a quelle del Comune – è rimasta tale, nei fatti ma anche sulla carta, con quell’indegno scheletro affacciato sul Sempione a suggello di una vicenda fallimentare lunga quindici anni. Eppure qualcosa starebbe per muoversi davvero attorno a quel progetto di Campus sportivo che nei mesi scorsi, perlomeno, ha già accolto la novità dell’arrivo del Palaginnastica, di cui si sta definendo la bozza progettuale. Ora, all’attenzione dell’amministrazione bustese, c’è infatti la proposta di un operatore privato (a quanto pare lombardo e finora attivo soprattutto nel campo dell’energia) che vorrebbe riprendere in mano l’antico sogno di fare di quell’angolo di periferia un luogo dedicato allo sport, al tempo libero e alla socializzazione. La proposta, di cui si parla da diverso tempo, sta prendendo forma circostanziata. E prevede da un lato la realizzazione di un nuovo Palaghiaccio disposto accanto all’attuale incompiuta e – sul lato opposto – al Palaginnastica che verrà. Per quello che riguarda l’ormai degradato catafalco (già costato due milioni di euro) non si è ritenuto idoneo proseguire con l’originaria intenzione di farne la casa dei pattinatori ma sarà semplicemente sistemato e lasciato “aperto” per utilizzarlo quale area festa, peraltro richiesta dal quartiere. Il ragionamento in corso riguarda anche le installazioni di tipo commerciale che, da un primo confronto, dovrebbe prevedere una palestra, un centro medico, un ristorante e qualche altra piccola attività di servizio, mentre per ora l’idea di un supermercato è esclusa. Ultimo ma essenziale punto di discussione riguarda la creazione di una centrale energetica innovativa (l’azienda in ballo, come detto, sarebbe specializzata in queste tecnologie) che possa da un lato alimentare gli impianti che andranno a sorgere in quel contesto e dall’altro servire pure i palazzi circostanti. Insomma, un’iniziativa di project financing complessa, ma allo stesso tempo ambiziosa. Il sindaco Emanuele Antonelli, che ha in agenda una serie di incontri con gli emissari della società interessata a investire (in cambio dell’utilizzo degli impianti per almeno 25 anni e della possibilità di inserire appunto attività in grado di generare incassi), si dice piuttosto fiducioso nel fatto di riuscire ad avviare l’iter necessario per smuovere una situazione ormai ferma da tempo. In attesa di schiarite, oggi resta uno scenario desolante, con quello strano capannone ormai divenuto preda del degrado, dell’immondizia (perché vari incivili hanno scaricato televisori, materassi e scarti di cantiere) e pure dei graffitari. I quali, ovviamente, non si sono fatti pregare per approfittare dell’abbandono