Il paese si ferma per l’addio a Tino Riganti

La Prealpina - 03/10/2017

La chiesa parrocchiale di San Maurizio oggi (ore 14.30) sarà gremita per l’addio a Innocente Riganti, per tutti Tino (nella foto), che proprio ieri avrebbe compiuto novant’anni. L’imprenditore lascia la moglie Alba, i figli Emanuela, Emilio e Marta.

Personaggio molto conosciuto in paese e in tutta la provincia di Varese, era stato sindaco di Solbiate Arno dal 1968 al 1975, dopo aver ricoperto i ruoli di assessore e di vicesindaco, sempre nelle fila della Democrazia cristiana. Imprenditore illuminato era entrato nell’azienda di famiglia e, dal 1966, insieme al fratello Franco aveva gestito l’espansione di una realtà industriale arrivata nel 1981 a 350 dipendenti. La Riganti spa è un’azienda metalmeccanica che si occupa di stampaggio a caldo dell’acciaio e di altre lavorazioni meccaniche in via Vittorio Veneto. Persona particolarmente attenta alle relazioni all’interno della realtà imprenditoriale e pure all’esterno, è stato membro di giunta e presidente del gruppo meccanico nell’associazione degli industriali della provincia di Varese. Ha attraversato, con il suo stile improntato alla fermezza ma anche alla gentilezza, il periodo del Sessantotto e le lotte sindacali, mantenendo come cifra di riferimento il rispetto dei ruoli e delle persone.

Dal 1982 al 1997 ha ricoperto l’incarico di presidente della Camera di Commercio di Varese dando impulso a questa realtà con alcune innovazioni come, per esempio, la creazione del Centrocot di Busto Arsizio. Per i suoi meriti è stato insignito nel 1984 del titolo di Grand’Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana.

Dagli anni Novanta ha continuato a seguire l’azienda di famiglia, lasciando però le redini al figlio Emilio e al nipote Marco che hanno continuato la tradizione. Abitava in corso Roma 5. Il suo esempio non è passato inosservato.