«Il nuovo Pgt ridurrà gli elevati costi per chi vuole intervenire sull’esistente»

La Provincia Varese - 25/01/2017

Il nuovo Pgt della città di Varese sarà condiviso sia con la popolazione, che con il Consiglio comunale, anche se ciò non è un atto dovuto. Questo nella volontà di avere un documento che incontri il favore di tutti, parte politica inclusa. Un primo documento – che raccoglie gli indirizzi del Pgt, e i contributi emersi dai cittadini declinati in principi operativi – sarà pubblicato sul sito del Comune in questi giorni. Il documento è stato approvato ieri dalla Giunta e sarà discusso in commissione urbanistica ai primi di febbraio e in consiglio comunale a metà febbraio. Si tratta di una base, su cui poi sarà sviluppato il piano delle regole e dei servizi. Lunedì scorso, a Palazzo Estense, si è svolto l’incontro pubblico che chiude idealmente la fase-uno, quella che ha visto, da ottobre a dicembre, l’organizzazione di 18 incontri nei quartieri che hanno coinvolto 400 cittadini iscritti a “Pgtpartecipo”. Inoltre, nei primi 30 giorni di apertura della fase di partecipazione formale, il Comune ha ricevuto 112 atti, a cui devono essere aggiunti 9 documenti elaborati nei quartieri. Il primo principio del nuovo Pgt è ripensare il ruolo di Varese come una città che non si chiuda nei confini comunali, ma che sia di riferimento per un’area più vasta di circa 150 mila abitanti per pianificare scelte su servizi (come scuole, impianti sportivi, trasporto). In questo ha un ruolo importante il comparto delle stazioni, che nel Pgt è visto come un’area nevralgica per la mobilità, che può mettere in moto investimenti. «E’ stato avviato un percorso con i proprietari delle grandi aree di trasformazione (Aermacchi, aree dismesse Valle Olona, ex Enel, fonderia Galante, comparto di via Carcano) per studiare insieme modalità che favoriscano il recupero in tempi ragionevoli» afferma l’assessore all’urbanistica Andrea Civati, che informa che gli uffici stanno facendo un censimento anche delle piccole aree dismesse per favorirne il recupero. Un tema importante è la rigenerazione urbana, con meccanismi per incentivare il riuso del patrimonio esistente (demolizione e ristrutturazione). Novità ci saranno anche per la «perequazione»: «Stiamo studiando la revisione di un sistema oggi eccessivamente penalizzante, affinché si riducano i costi amministrativi per chi vuole intervenire sul patrimonio esistente senza intaccare nuovo suolo» spiega Civati, che commenta così la fase di partecipazione: «questi primi mesi in cui ci siamo impegnati in una fase di ascolto della città sono stati molto positivi. Ciascun partecipante (associazioni, ordini professionali, categorie e cittadini) ha mostrato di condividere il percorso anche nei suoi elementi più delicati, come l’azzeramento per il consumo di suolo».