Il nuovo gioiello del Jrc per tutelare la nostra aria

La Provincia Varese - 11/07/2017

Il Jrc di Ispra inaugura il nuovo Osservatorio atmosferico: una torre, alta 100 metri, dotata di sensori per la misurazione della temperatura, dell’umidità, della pressione, dei raggi solari e delle precipitazioni. Presente anche il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni: «Vogliamo dialogare con la Commissione europea per capire come fare per migliorare la qualità dell’aria in tutta la macroregione del Nord». Un nuovo importante investimento in ricerca nella “cittadella” scientifica della Commissione europea di Ispra, alla vigilia delle celebrazioni per i 60 anni del “Centro comune di ricerche”, altrimenti detto Jrc, in programma il prossimo mese di ottobre. Ieri pomeriggio il presidente Maroni e il commissario ungherese all’Educazione, Cultura, Sport e Giovani Tibor Navracsics (che sovrintende il Jrc) hanno ufficialmente inaugurato la torre da 100 metri dell’Osservatorio atmosferico. Un’eccellenza europea Si tratta di una delle due stazioni per il Programma europeo di monitoraggio e valutazione e una delle più avanzate stazioni orientate alla ricerca: si occupa di osservazioni sulle emissioni inquinanti nell’aria e sui gas serra. Ma le osservazioni forniranno anche dati che potranno essere utilizzati per verificare l’efficacia e l’impatto delle politiche europee sull’atmosfera. «Qualità dell’aria significa qualità della vita – le parole del governatore Maroni – Con le altre regioni del Nord abbiamo fatto un accordo macroregionale per una situazione particolare e difficile da affrontare, ora vogliamo dialogare con la commissione europea per capire come fare per migliorare qualità aria. Quello che il Jrc sta facendo va nella giusta direzione». L’intesa con la Regione Maroni annuncia che a settembre «è prevista la firma di un protocollo d’intesa per una cooperazione utile sui temi ambiente, innovazione e ricerca, verso il futuro, che è la parola chiave. Perché per noi il Jrc è il futuro». Il problema della qualità dell’aria è molto sentito in particolare in Lombardia: «La pianura Padana ha una conformazione particolare che ci obbliga a lavorare insieme – sostiene Maroni – Il rafforzamento della collaborazione con la Commissione europea è fondamentale e siamo grati al Jrc di Ispra per gli investimenti che sta facendo. Ci aspettiamo di negoziare con la Commissione le misure necessarie per garantire la qualità dell’aria». Il commissario Tibor Navracsics sottolinea questa inaugurazione come un passo importante per rendere più forte la cooperazione con Regione Lombardia in queste aree scientifiche. Perché l’Unione Europea si basa sulla cooperazione non solo tra Paesi membri, ma anche tra istituzioni europee e istituzioni locali. Già in questo sito di Ispra sperimentiamo un’eccellente collaborazione, ma sui problemi transfrontalieri, come l’inquinamento e la qualità dell’aria, l’Unione Europea può essere ancora più utile. Si tratta di questioni in cui un approccio macroregionale può aiutare e dare benefici che possono farsi sentire anche nella vita di tutti i giorni dei cittadini». «Investire nella cultura» L’incontro bilaterale tra la Regione Lombardia (era presente anche l’assessore all’istruzione e formazione Valentina Aprea) e il commissario Navracsics si è concentrato anche sui temi della cultura, che è una delle competenze del politico ungherese. Confermato lo European Cultural Forum il 7 dicembre a Milano, simbolicamente nel giorno di Sant’Ambrogio, Maroni ha ricordato la novità dell’undicesimo sito Unesco proclamato proprio domenica per ribadire che «la Lombardia è patrimonio mondiale dell’umanità. E vogliamo investire molto in questa direzione e nella cultura. Oltre a tutto ciò che riguarda la manifattura, è un asset importante su cui investire». In vista del Forum, il commissario Navracsics pone l’accento in particolare sullo sviluppo dell’industria creativa, su cui Unione Europea e Regione Lombardia possono avviare un’«ottima collaborazione».

«Potremo guardare oltre il livello locale»

«Da lassù possiamo intercettare masse d’aria che vengono da molto lontano. Non solo dati, ma anche analisi. Questa zona per l’Europa è un “laboratorio speciale” per le politiche sulla qualità dell’aria». Le novità della torre per l’osservazione atmosferica del Jrc nelle parole di Elisabetta Vignati, che è a capo dell’unità aria e clima del centro di ricerca della Commissione Europea. Le misurazioni atmosferiche sulla qualità dell’aria hanno una lunga storia nel Jrc di Ispra: erano gli anni 80, quando sull’area dove oggi sorge la torre furono posizionati i primi “baracchini” prefabbricati che ospitavano gli strumenti per le misurazioni. In anni più recenti il Jrc ha avviato, in un’altra location, anche l’attività di monitoraggio dei gas serra. Finché non si arrivò alla decisione di investire su una nuova struttura, che unisce le due tipologie di misurazione in un unico laboratorio e che grazie alla torre da cento metri potrà far fare un importante salto di qualità all’attività scientifica del Centro. «Siamo in una zona molto speciale dell’Europa, situata alla periferia di uno degli “hotspot” per la qualità dell’aria, la pianura Padana con le sue situazioni particolari dal punto di vista meteorologico – sottolinea Elisabetta Vignati – Inoltre d’ora in poi grazie a questa torre molto alta, che arriva fino a cento metri, possiamo guardare al di là di quello che si può misurare a livello locale. Vedendo sorgenti più lontane, la pianura Padana ma anche oltre». Sulla torre di osservazione, ufficialmente inaugurata ieri ma entrata in funzione già da qualche mese, le misurazioni possono essere fatte a più livelli, a 40 metri, a 60 metri e a 100 metri di altezza dal suolo. «Le masse d’aria sono contaminate differentemente – spiega la responsabile dell’osservatorio – In questo modo possiamo intercettare e misurare anche masse d’aria che vengono da lontano. E grazie al fatto di appartenere ad un network di organizzazioni, europee e non solo, questi dati possono essere condivisi e analizzati per fare emergere processi, impatti e capire quello che sta succedendo a livello di qualità dell’aria e di cambiamenti climatici». Non c’è solo una raccolta di dati, peraltro disponibile pubblicamente in “quasi tempo reale” sul sito internet, ma anche l’analisi: «Qui riusciamo ad analizzare anche le sorgenti di inquinamento e ad avere un colpo d’occhio sulle politiche a lungo termine». Anche perché le politiche volte alla riduzione dell’inquinamento messe in campo negli ultimi trent’anni – lo dimostra in modo “plastico” la cronologia che accoglie i visitatori al “piano terra” della torre – hanno contribuito al calo graduale dei valori di emissioni inquinanti misurati dal Jrc, soprattutto per quel che riguarda i solfati, ma negli ultimi anni ozono e nitrati hanno avuto una sorta di ritorno di fiamma, ancora in parte da decifrare. Ora, dalle misurazioni della nuova torre, potranno scaturire nuovi suggerimenti per le politiche contro l’inquinamento. Anche in Lombardia, visto che Arpa sarà «uno dei primi ospiti» del nuovo osservatorio, «in una logica europea di open infrastructure»