«Il nostro territorio in vetrina Merito dell’esercitazione»

La Prealpina - 20/06/2022

Si è ufficialmente chiusa la seconda edizione di “Odescalchi 2022”, l’esercitazione di soccorso transfrontaliera che ha coinvolto oltre 3.000 persone tra operatori civili e militari. Maccagno con Pino e Veddasca, dove erano di stanza i militari e dove si è svolta la simulazione di incendi e deragliamento treni, ma anche Luino, hanno vissuto dal 13 giugno un’esperienza indimenticabile che ha coinvolto il nord Verbano, immerso in un’atmosfera unica. Come ha fatto notare anche Franco Vitella, presidente di Ascom Luino, il quale si è soffermato sul ritorno della imponente simulazione militare transfrontaliera.

«Una grande occasione»

«È stata una grande occasione per rinsaldare i nostri rapporti con la Svizzera – spiega Vitella che è conoscitore di queste dinamiche a cavallo della frontiera – e allo stesso tempo c’è stata la possibilità di mettere in mostra il nostro territorio e la nostra capacità di accogliere».

L’associazione commercianti ha avuto un ruolo attivo anche nell’organizzazione di questa imponente simulazione. «Ci siamo come sempre messi a completa disposizione – prosegue Vitella- dando il nostro contributo dal punto di vista logistico e creando tutti i contatti con i “fornitori locali”. I militari, infatti, sono rimasti di stanza qui per due settimane e abbiamo fatto in modo che non mancasse nulla, supportandoli in ogni loro esigenza».

Accoglienza e servizi di alto livello

Il numero uno di Ascom ribadisce che la giornata del 16 giugno, il clou della manifestazione, fa capire che la collaborazione tra i due Paesi per noi è fondamentale anche dal punto di vista della sicurezza. Un aspetto non da poco che da una parte garantisce la necessaria tranquillità a chi vive qui ma che è anche «marchio di garanzia» per chi viene a visitarci per un breve periodo o per più giorni. «Sono arrivati militari da molte parti d’Italia e dalla Svizzera e in queste due settimane – chiude Vitella – hanno avuto la possibilità di conoscere un territorio bellissimo e di testare la nostra proposta commerciale. Si sono resi conto che Luino e i Comuni della zona, non solo sono in grado di ospitare eventi di questa portata, ma che qui l’accoglienza e servizi offerti sono di alto livello».

L’opinione dei sindaci della zona

Questo speciale avvenimento ha portato sul Maggiore altri sindaci del territorio che sono rimasti colpiti da quanto visto e che hanno fatto letture non scontate di questi giorni di vicinanza tra Stati ed Eserciti. «È rassicurante per un sindaco di frontiera – spiega il primo cittadino di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino – vedere che, nel momento in cui potrebbe esserci una difficoltà, una catastrofe, un evento negativo come un incendio piuttosto che un’esplosione di un convoglio o di un battello che prende fuoco e riversa materiale infiammabile nel lago com’è successo a Lavena Ponte Tresa, vedere la cooperazione transfrontaliera, in questo caso degli eserciti che per loro natura sono nati per difendere i confini e qui invece collaborano perché i confini non ci siano più. Perché l’emergenza tiene tutti uniti, ed è una cosa molto rassicurante per un amministratore, soprattutto in questo periodo con quello che succede su altri confini, e ti fa ben sperare per il futuro».

Gru dell’Esercito Via i materiali

Sono arrivate a Luino le speciali gru dell’Esercito italiano per caricare i materiali sui camion e le camionette verdi con i militari al seguito hanno lasciato già tra sabato e ieri il Lago Maggiore. L’importante protocollo di collaborazione in caso di emergenze transfrontaliere firmato in Svizzera dal prefetto di Varese, Salvatore Rosario Pasquariello (foto in alto), è una risorsa preziosa per le aree di confine e lo è ancor di più pensando al fatto che alle volte anche solo per sradicare una pianta infestante che attraversa il gabbiotto di un valico minore condiviso tra i due Stati, bisogna fare riferimento ad Ambasciate e ministeri. Questa seconda edizione di Odescalchi 2022 ha mosso i primi passi già nel 2017 con incontri ai vertici militari, uno di approfondimento ad Andermatt (Canton Uri), poi in Ticino ed infine a Maccagno. La materia è complessa, due Eserciti con i rispettivi partner di protezione della popolazione, hanno deciso di assemblare un modello di intervento che fa scuola in Europa. Quasi un modello “politico”, nel senso più alto del termine. Il primo protocollo d’intesa è il buon senso, è l’esercizio della cooperazione transfrontaliera che diversi sindaci già attuano da tempo: proprio i Comuni di Maccagno con Pino e Veddasca e Gambarogno (CH), è stato riconosciuto pubblicamente, rappresentano un modello. Ci si augura di non aver mai bisogno di queste procedure “salvavita” messe in campo dagli Eserciti ma oggi, ancora di più, con l’occhio vigile della Prefettura di Varese, c’è sul campo un nuovo e potente strumento di protezione.