«Il nostro progetto per Varese»

La Provincia Varese - 25/07/2016

Confartigianato Imprese Varese ha «un progetto di territorio»: per cogliere l’obiettivo di una provincia di Varese più attrattiva, il primo passo è uno studio Pwc sulle opportunità di sviluppo del territorio di Varese. È stato presentato ieri mattina allo Sheraton di Malpensa, di fronte ad una platea di sindaci, parlamentari, consiglieri regionali, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati. Un «progetto di territorio», come lo ha definito il direttore generale Mauro Colombo: una fotografia che è l’avvio di «un’analisi tecnica, sociale ed economica, per individuarne gli elementi di competitività, chiarirne i bisogni e coglierne le opportunità attraverso una lettura dello scenario di cambiamento» più generale. Con un obiettivo preciso: «Una provincia attrattiva non solo dal punto di vista turistico, ma anche imprenditoriale». Perché se si vuole sostenere il Made in Italy, come ricorda il presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti, «bisogna prima di tutto valorizzare il territorio che di questa manifattura e di questi prodotti è il cuore pulsante. Perché il vero Made in Italy è il risultato di competenze, professionalità, cultura e ingegno di persone, istituzioni, imprese e lavoratori che collaborano per realizzare una sola identità, una sola e precisa idea del territorio in cui operano». Lo studio PwC, sintetizzato da Alessandro Distefano, Gabriele Caragnano e Domenico Agnello, parla di Varese come territorio «votato ai servizi ma connesso alla metropoli», ma anche «in crescita, in controtendenza», «posizionato in modo strategico» al centro dei nodi infrastrutturali, e con un turismo «in crescita, sia sul lato della domanda che dell’offerta». Già attrattivo ma segnato da dinamiche che rappresentano opportunità, da Malpensa al Gottardo: «Occorrono centri logistici, per fare massa critica e intercettare i traffici merci» suggerisce Distefano. Il varesino del “gruppo” di ricercatori PwC, Caragnano, originario di Induno Olona ed ex Whirlpool, indica la via: «Conosco bene questo territorio, mio padre aveva una piccola azienda. Piccoli non si deve per forza morire: lo si può essere, ma occorre fare rete. Ad esempio, sviluppando piattaforme integrate di collaborazione».

 

Più flessibilità e fare rete L’appello di Davide Galli

 

L’appello del presidente Davide Galli agli amministratori: «Siate imprenditori del territorio». L’attrattività del Varesotto passa anche da quella che il numero uno degli artigiani varesini definisce «una nuova generazione di amministratori», sindaci e politici a cui lancia una provocazione: «Abbiamo bisogno che non siate solo manager, gestori di quello che c’è, ma imprenditori del territorio, con la missione di portare a casa clienti – afferma Galli – rendendo il territorio più attrattivo, ricco di servizi, efficiente, che faccia trovare bene chi viene. Ma anche avendo alcune caratteristiche fondamentali, tipiche dell’imprenditore: una visione non di breve periodo, che dia una linea di indirizzo oltre il mandato amministrativo; la capacità di prendersi rischi, progettando qualcosa che potrebbe anche andare male, per trovare vie nuove; e la velocità nel prendere decisioni». Agli amministratori, Galli chiede anche «azioni di rete», per esempio «aggregazioni di servizi, più che di Comuni», per creare «centri pluri e sovracomunali», oltre a ribadire gli scontati appelli alla «sburocratizzazione, accesso più veloce alle pratiche, migliore al credito, accesso ai servizi di digitalizzazione». Del resto, l’attrattività territoriale fa bene a tutti. «Qualsiasi piccolo imprenditore ha voglia di grandi aziende: creano filiera – ammette il presidente – quando un’azienda chiude, perdiamo competenze, ma anche indotto». La parola d’ordine è sempre quella, fare «rete»: come sintetizza Galli, connettere tutto ciò che c’è e tutti coloro che lavorano dentro e fuori un’azienda. Rilanciare il territorio è un affare che ci coinvolge tutti». Lo strumento che suggerisce la ricerca di PwC è «essere flessibili», perché, spiega il presidente di Confartigianato Imprese Varese, «è il tempo del dinamismo, della vocazione al fare e al lasciarsi contaminare. Viviamo nell’epoca dell’innovazione non formalizzata: quella delle imprese di piccole dimensioni».