Il Nord rianima il mattone Mercato ai livelli del 2010

RomaIl mercato del mattone ha recuperato i livelli del 2010, anche se restano ancora lontani i fasti pre-crisi. La svolta è arrivata alla fine del 2018. Gli ultimi tre mesi dell’anno hanno trascinato al rialzo gli indici usati dall’Istat per tenere il polso sulle compravendite immobiliari. L’ultimo trimestre ha fatto segnare un rialzo congiunturale del 4,7%. La rincorsa iniziata oltre tre anni fa, dopo i minimi toccati nel 2013, taglia così una prima tappa. E non è solo merito dei rogiti firmati per passaggi di casa. Tornano a crescere, e in modo deciso, le transazioni per negozi, uffici, laboratori e capannoni industriali (+10,5%). Un segnale che va anche oltre i confini del comparto immobiliare. A trainare il tutto, sottolinea l’Istat, è il Nord. Dietro chi compra c’è molto spesso una banca che finanzia: l’andamento dei mutui riflette quello del mercato (+2,2% negli ultimi tre mesi del 2018). Capitolo diverso quello dei prezzi. In questo caso la dinamica è diversa: in discesa. Qui il confronto con il 2010 resta in profondo rosso (-16,9%). Insomma è tempo di affari per chi compra, non per chi cede. L’exploit c’è stato, visto che nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente l’aumento degli atti è stato del 7,6% (nella media di tutto il 2018 +4,7%). Sotto la media nazionale resta però il Sud. Invece le differenze tra grandi città e piccoli Comuni, solitamente accentuate, quasi scompaiono. I mutui per ora tengono il passo, su base annua crescono addirittura dell’8,4% (nel complesso del 2018 +3,6%). Il fattore credito è decisivo. La rimonta dei contratti stabili, certificata dall’Inps per i primi due mesi dell’anno, è senz’altro d’aiuto. Non a caso al momento la dinamica dei finanziamenti alle famiglie sembra ancora solida, mentre verso le imprese, soprattutto le più piccole, l’ultimo bollettino della Banca d’Italia già notava un irrigidimento