Il mondo del lavoro analizzato e raccontato da studenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Varese con un progetto sul campo

Interessante incontro di presentazione di Project Work, svoltosi questa mattina alla Sala Campiotti della Camera di Commercio varesina.

Progetto che ha coinvolto studenti della terza e quarta del Liceo delle Scienze Umane dell’istituto Maria Ausiliatrice, che per alcuni mesi hanno cercato di raccontare (e capire) la Responsabilitá Sociale dell’Impresa, relazionandosi direttamente con alcune aziende del territorio.

Lavoro supportato dalla stessa Camera di Commercio, ai ricercatori del Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, all’Innovazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica, hanno seguito un percorso per analizzare il tema della responsabilità Sociale d’Impresa, coinvolgendo aziende quali la capofila Comabo e poi Artes, Baobab, Joy Fundraising, Albergo Sacro Monte, Cooperativa di Bosto, Elmec, Tigros, Viar, Tibiplastic e Il Ricordo.

L’Istituto Maria Ausiliatrice é uno degli istituti scolastici della provincia di Varese che ha partecipato al bando Project Work indetto dalla Camera di Commercio

I ragazzi, supportati da bravissimi docenti-come la professoressa Marina Consolaro-sono stati in grado di seguire ogni loro percorso di conoscenza riflesso poi in attivitá di indagini sul campo come interviste video, raccolta dati, analisi approfondimenti dei singoli settori illustrando poi i lavori finali con una sorta di storytelling multimediale.

Storie, racconti ma soprattutto opportunitá per un futuro lavorativo sempre piú aperto al nuovo impatto generazionale «abbiamo elaborato un progetto insieme a 12 imprenditori del territorio», dice la docente Consolaro molto soddisfatta di questa esperienza «abbiamo voluto centrarlo sulla Responsabilitá sociale d’impresa e il ruolo sociale che oggi ha un imprenditore, pensando a un futuro lavorativo per i nostri ragazzi come consulenti d’impresa, avvocato o imprenditori a loro volta. Insomma cercando di dare loro uno spaccato di come economia e impresa potrebbero essere nel momento in cui loro saranno pronti come cittadini e lavoratori».

Davvero una bella esperienza maturata dagli studenti in questo breve ma significativo lasso di tempo, che li ha visti partecipi di un progetto che per molti di loro potrebbe rivelarsi fonte di interesse per molte imprese non solo del territorio.

Progetto presentato questa mattina direttamente dagli stessi ragazzi (o almeno una loro rappresentanza). Tra loro due studentesse le quali-pur visibilmente emozionate al cospetto della platea che ascoltava con interesse-hanno spiegato con dovizia di particolari come il tutto si é svolto, riscontrando pure una certa empatia tra il mondo della scuola e quello aziendale, spesso foriero di novitá interessanti che potrebbero riguardare molto da vicino questi giovanissimi rappresentanti delle nuove generazioni, quelli che di fatto é la generazione di nativi digitali ma, secondo la loro opinione, non ancora pronti a essere cittadini digitali.

Stefano Pasta, docente universitá Cattolica di Milano

Anche su questo interviene la professoressa Consolaro che abbiamo sentito durante l’incontro «i ragazzi hanno fatto fatica a entrare nel concetto e nel lavoro di questo progetto, abbiamo lavorato anche con l’universitá Cattolica di Milano per realizzare tutto un progetto di cittadinanza digitale, strumento utile e d’aiuto nel raccontare questo loro lavoro, presentato molto bene nel video realizzato dal titolo ”L”azienda e il suo vicinato”. Dopo le difficoltá iniziali peró quando i ragazzi come dicono loro ”si ingaggiano”, poi davvero danno il meglio di sé. I giovani con loro portano delle istanze, dei pezzi del loro mondo, di vita che noi magari vediamo solo dalla finestra. I ragazzi invece li portano dal di dentro quasi come delle ovvietá»

Tutto vero, infatti la forza dei ragazzi, delle nuove generazioni é proprio questa: rendere tutto piú semplice mostrando capacitá, carattere e tanta voglia di fare senza per forza divenirne protagonisti.

Visto l’ottimo lavoro finale, possiamo tranquillamente affermare che loro protagonisti lo sono giá, ma non diteglielo forte altrimenti potrebbero crederci.