Il mattone è tornato a volare

La Prealpina - 13/10/2016

Dopo gli anni della crisi, torna a salire il mattone targato Va, complici i prezzi convenienti come mai prima: nel primo semestre del 2016 le quotazioni delle abitazioni del capoluogo in realtà sono aumentate ma leggermente (+0,7%), mentre i comuni della provincia hanno segnalato una riduzione media dei valori pari al -1,3%. Le banche appaiono sempre più propense a erogare mutui e sono anche ritornati gli investitori interessati prevalentemente a piccoli tagli da mettere a reddito nelle zone dell’ospedale e nel centro. Dunque: le quattro mura costano meno (con valori quasi dimezzati rispetto al 2008, meno 45%), il credito è vantaggioso e si torna a comprare. È la fotografia a colori del mercato immobiliare varesino, in base ai dati dell’Agenzia delle Entrate, scattata dal gruppo Tecnocasa nel corso di un incontro al Salone Estense. Il quadro è positivo soprattutto in provincia, dove le compravendite sono aumentate del 22%: la città fa segnare un magro più 5%, ma solo perché la ripresa qui era già salpata nel 2014, mentre adesso l’onda lunga si allarga alla periferia. In cima alle preferenze degli acquirenti prealpini c’è il trilocale (56,5%), seguito dal bilocale (21,4%). La stragrande maggioranza, l’80,7%, ha un budget che non supera i 249 mila euro.

«Il mercato è in forte ripresa, ma dobbiamo restare cauti perché le variabili restano molte – conferma Giuseppe Trumino, team manager del gruppo Tecnocasa -. In generale il quadro è positivo in Italia, in Lombardia e nel territorio. Dopo gli anni bui è tornata la fiducia che in città si vedeva già da due anni e ora si ripercuote a cascata in provincia. Il fatto è che i prezzi sono calati tanto da tornare ai livelli di vent’anni fa, a prima dell’euro».

Ecco perché chi compra si concede o tagli superiori o categorie prima considerate inaccessibili. La richiesta è comunque di alta qualità: «Soffrono gli immobili vetusti e bisognosi di importanti ristrutturazioni, come del resto il riscaldamento centralizzato, mentre si cerca la casa nuova ad alta efficienza energetica – precisa il consulente del gruppo Bernardo Bianchessi -. Varese si conferma una terra ricca, con alta disponibilità economica. Sono anche tornati gli investitori che acquistano il bilocale per metterlo in affitto».

Proprio sulle locazioni la domanda è sostenuta, soprattutto vicino alle zone universitarie e nei pressi dell’ospedale. Un bilocale costa mediamente 485 euro al mese, un trilocale 580. C’è da dire che la rata del mutuo ormai è più conveniente dell’affitto: «Oggi i tassi sono al minimo e dall’altra parte le banche hanno bisogno di fare impieghi – aggiunge Giuseppe Di Razza, responsabile d’area Kìron -. La bagarre commerciale ha favorito la riduzione ulteriore dei costi, anche se esiste ancora una selezione: si finanzia cioè al massimo l’80% del valore dell’immobile e una fascia resta scoperta. In provincia sono stati erogati nel primo semestre 450 milioni di euro in mutui, per un totale di 3.500 operazioni, con un taglio medio sopra i 120 mila euro, ossia per case di un certo prestigio».

Il trilocale dei desideri

Le famiglie si orientano soprattutto sui trilocali da 170-180 mila euro. A Varese, sempre molto richiesto il centro città, soprattutto l’area che si sviluppa tra via Cavour, corso Matteotti e le piazze Giovine Italia e Motta, dove una tipologia ristrutturata costa tra 2200 e 2500 euro al metro quadrato. Interessante anche la Brunella tra le vie Zara e Fiume, parte del centro che ospita palazzi signorili degli anni ‘60-’70, i cui prezzi sono nell’ordine di 1500-1600 euro al metro. Di stampo prestigioso è l’offerta edilizia di Sant’Ambrogio (da 1500-1700 a 2100-2200 euro).

I valori salgono (1500-1700 euro) nelle zone di Casbeno e Masnago, che crescono in caso di vista lago. Per la provincia, prezzi in calo a Busto Arsizio, valori stabili a Gallarate e a Saronno.