Il mattone cala ma non crolla

La Prealpina - 30/07/2020

Da una parte un dato negativo, dall’altro uno più rassicurante su una provincia che cerca di reagire alla crisi. Da una parte il mattone, anche nella zona dei laghi, mostra dei segnali negativi, dall’altra il numero di compravendite in zona è uno dei più performanti a livello lombardo. Nel primo trimestre il mercato immobiliare residenziale lombardo segna una battuta d’arresto, soprattutto a causa del lockdown. Secondo l’elaborazione del Centro Studi di Abitare Co. Abitare Co., società di intermediazione immobiliare focalizzata sulle nuove residenze, in base ai dati forniti dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite di abitazioni nella regione sono calate rispetto allo stesso trimestre del 2019 del 16,5%, con 24.455 transazioni. Una fotografia che però si può leggere in chiaroscuro, con due elementi che emergono. La Lombardia si posiziona tra le regioni al primo posto in Italia per numero di compravendite e al settimo posto per calo percentuale più marcato. Significa che il settore non crolla e questo vale anche per la provincia di Varese che vede un calo del 16,6%, in linea con la media complessiva, ma anche una tenuta dei “contratti”: sono oltre duemila, per essere precisi 2.022.

A livello territoriale, nei primi tre mesi di questo anno difficile si registra una flessione delle compravendite in quasi tutte le province, con i valori più marcati a Lodi (-25,3% sullo stesso periodo del 2019) e a Bergamo (-24,6%). Seguono Lecco (-20,9%), Milano (-18,6%), Cremona (-18,5%), Brescia (-17,1%), Varese (-16,6%), Como (-14,6%), Pavia (-10,7%), e Sondrio (-2,3%).

L’unica positiva è Mantova (+3,9%). Varese è settima per riduzione, con valori che non vedono dunque record negativi rispetto agli altri territori simili.

Anche perché nella classifica “al contrario”, cioè quella che indica il numero di contratti stipulati, i laghi si mostrano forti. Infatti le province che hanno registrato il maggior numero di compravendite sono state, nell’ordine, Milano (11.826), Brescia (2.752), Bergamo (2.331), Varese (2.022), Como (1.324), Pavia (1.174), Mantova (850), Lecco (664), Cremona (659), Lodi (490) e Sondrio (363). Varese è dunque al quarto posto dopo veri e propri “giganti” dell’immobiliare.

E sul fronte dei prezzi? Tra le città capoluogo di provincia, Milano è la più cara e non è una novità, con prezzi che si attestano a 3.600 euro al metro quadrato, seguita da Pavia con 2.150, Bergamo e Como con 2.050, Lecco con 2.000, Lodi con 1.800, Brescia con 1.700, Varese con 1.700, Sondrio con 1.300, Mantova con 1.150 e Cremona con 1.120.