Il matrimonio fra Web e imprese “rosa”

La Prealpina - 10/11/2016

Come coltivare una buona reputazione commerciale attraverso internet e i social media, per favorire il successo di un’impresa? Si tratta di una “semina” fondamentale perché ormai, prima di acquistare quasi qualsiasi cosa, si passa attraverso Google per ottenere informazioni e poi si cercano opinioni, recensioni, commenti da amici e non, su Facebook, Twitter, eccetera. E dunque, le imprese, devono sapere come e quando comunicare su questi mezzi.

Questo è il tema su cui si confronteranno vari operatori del panorama digitale durante l’evento presentato ieri e in programma domenica 13 novembre (ore 10) a Villa Panza di Varese intitolato “Quel che Mi Piace non dice”. L’incontro è organizzato dal gruppo Terziario donna di Confcommercio Varese.

«Dai corsi anti-aggressione a quelli sulla medicina cinese – ha detto la presidente Cristina Riganti – quest’anno abbiamo pensato a un format completamente diverso. Cercheremo di raccontare il commercio e l’imprenditoria femminile, attraverso il web e in collaborazione con la cultura. Saremo infatti a Villa Panza e si potrà visitare anche la mostra di Bob Wilson, con l’obiettivo di promuovere il territorio, ma soprattutto daremo degli approfondimenti legati alla comunicazione digitale, un aspetto ormai fondamentale sia nella vita quotidiana sia per le imprese. In tal senso l’evento andrà diretta su Facebook e si potranno effettuare anche delle domande in diretta. Insomma, saremo innovativi e interattivi».

Il convegno cercherà di dare suggerimenti su cosa spinge i consumatori a seguire sul web i loro marchi preferiti, su come avere una reputazione online e spiegherà qual è il valore commerciale di un pubblico di follower. Su questi temi, fra nuove dinamiche di comunicazione e nuovi mercati da affrontare, nella tavola rotonda moderata da Anna Prandoni, si confronteranno Silvia Giovannini, sociale media manager di Univa, Giorgia Camandona, capo comunicazione di Italia On Line,Valentina Pasolini, responsabile ufficio promozione e pubblicità del Fai e Fulvio Julita di Plume. «In questo momento – ha detto quest’ultimo alla presentazione di ieri – gli imprenditori si chiedono perché la comunicazione dei loro prodotti deve passare da strumenti di marketing inesistenti fino a dieci anni fa. Noi cercheremo di dare delle risposte: a partire dal far comprendere l’opportunità che anche le pmi e i piccoli budget possono costruirsi una reputazione e un clima positivo, attraverso cui, poi, ci si può concentrare sulla vendita».