Il Maga senza più risorse? Ci deve pensare il Comune

La Prealpina - 19/05/2016

C’è un Pd che a livello locale spinge sul Maga per dare respiro alla propria campagna elettorale ma che non riesce, nonostante ci provi da mesi, a portare il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a visitare una struttura museale di cui il Miba, oltretutto, è partner. C’è invece una Lega che da sempre snobba il museo d’arte contemporanea (alla inaugurazione, sei anni fa, non ci fu nemmeno un fazzoletto verde nel taschino della giacca delle tantissime persone intervenute), definendolo un gigante dai costi di gestione insostenibili, che invece a poco più di due settimane dal voto utilizza lo spazio espositivo di via De Magri come vetrina, invitando chi, numeri alla mano, negli ultimi anni ha investito sul Maga centinaia di migliaia di euro.

E’ in questa strana girandola di paradossi che si inserisce la visita di ieri pomeriggio di Andrea Cassani, il giovane candidato del centrodestra, con l’assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini, protagonista lo scorso novembre di un duro botta e risposta con l’attuale sindaco Edoardo Guenzani (ricandidato con la coalizione di centrosinistra) proprio sui contributi da destinare al Maga. I toni di Cappellini – al termine della visita guidata in compagnia della direttrice del museo Emma Zanella – stavolta sono più pacati, ma il contenuto non varia di molto rispetto alla versione polemica di sei mesi fa: «Il nostro impegno c’è stato e ci sarà, perché consideriamo il Maga una struttura bellissima e importante. I costi di gestione, però, sono difficili da sostenere e Regione Lombardia, per questo museo, non può certo sostituirsi alla mancanza di risorse del Comune». Un problema che Guenzani ha denunciato più volte – ribadendo in ogni occasione utile che la città di Gallarate da sola non ce la fa a sostenere il Maga – e che dovrà affrontare anche Cassani se diventerà primo cittadino. Come? Con le ruspe di Salvini? «No, ecco, sfatiamo questo mito: nessuno vuole chiudere il Maga», afferma il candidato sindaco, dichiarandosi però disponibile, anzi favorevole, a ragionare sul futuro valutando nuovi modelli di gestione che arriverebbero persino a togliere al Comune la direzione diretta della struttura. L’esempio che fornisce ai microfoni appare anche una proposta: «Dobbiamo aprirci agli esterni, sebbene l’attuale statuto non lo preveda. Dobbiamo fare entrare il nostro museo in un network, come ha già fatto Cinisello con la Triennale di Milano, un brand di richiamo internazionale che il Maga non ha». Il Maga gestito dalla Triennale come sua struttura periferica è dunque la ricetta del centrodestra. Lo stesso centrodestra che la sera prima, alle Scuderie Martignoni, ha dato il proprio assenso politico (a patto che ci sia attenzione sull’impatto ambientale) all’assessore ai Trasporti Alessandro Sorte per la realizzazione del collegamento ferroviario Malpensa-Gallarate. Proprio su questo tema Sorte due mesi fa disertò il confronto richiesto da tempo dai nove sindaci di sedime aeroportuale (Cuv) per esprimere i loro dubbi sulla effettiva utilità di un’opera immersa nei boschi di Casorate. L’altra sera gli amministratori del Cuv hanno dovuto ingoiare l’ennesimo rospo, perché è stato ribadito che il doppio binario che unirà la stazione del T2 alla linea Milano-Domodossola »rientra tra le dieci opere strategiche di Regione Lombardia».