Il “made in Liuc” per un brindisi ai primi 25 anni di esempi e fatti

L’università Cattaneo festeggia i suoi 25 anni mettendo in mostra i propri frutti migliori. Tra le case history ci siamo anche noi, La Provincia di Varese, grazie al nostro editore Michele Lo Nero: «È la Liuc che mi ha aperto gli orizzonti, dando il là alla voglia di provarci». Per un’università che ha fatto della formazione del capitale umano per il mondo dell’impresa la propria mission fin dall’inizio, festeggiare un traguardo così significativo come il primo quarto di secolo di vita non poteva che essere fatto mettendo in mostra i prodotti migliori di questa storia. «Non con le paillettes, ma con la vita vera di questa università, nata per aiutare chi fa impresa – sintetizza il presidente Michele Graglia – riuscire a testimoniare i risultati che otteniamo con casi “made in Liuc” è il modo migliore. Sono la testimonianza vivente di ciò che qui facciamo tutti i giorni, per risvegliare lo spirito di fare impresa e rinvigorire questo entusiasmo, soprattutto nei momenti di difficoltà. Insegnare a fare gli imprenditori, lo si fa solo tramite l’esempio. E siamo qui per dire che non basta fare il compitino, ma oggi abbiamo bisogno di persone che osano». Il rettore Federico Visconti, parlando dell’idea di “convocare” le startup degli “alumni” come di un ideale «ponte tra 25 anni di storia e uno sguardo rivolto al futuro», aggiunge un altro elemento: «C’è bisogno di sognare. Un po’ come il Leicester campione d’Inghilterra». Una pennellata di fiducia la offre Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi, che nel suo speech, dopo aver ricordato di aver «sempre sentito questa startup di successo che è la Liuc come parte della mia storia, visto che 25 anni fa ero direttore di Confindustria», fa sapere, un po’ a sorpresa, che «l’Italia sta diventando un Paese favorevole alle startup», in cui «migliora l’habitat imprenditoriale». Tra i casi-simbolo del primo quarto di secolo della Liuc ci siamo anche noi, inteso come il quotidiano La Provincia di Varese, grazie all’esperienza del nostro editore Michele Lo Nero, che ha avuto l’onore di essere il primo tra i casi di startup di successo che hanno riempito le pagine del libro “Start up!”, distribuito in anteprima proprio ieri nel corso della celebrazione dei 25 anni dell’ateneo. «Abbiamo aiutato persone a trovare lavoro e casa, imprenditori a incontrare imprenditori, giovani a incontrare imprenditori importanti per raccontare la loro idea di impresa – racconta Lo Nero – Iniziative che hanno grande valore per il nostro territorio: la mission di un media locale deve essere questa, mettere in luce storie positive per migliorare il territorio in cui viviamo». Un ruolo chiave l’ha giocato la Liuc, ammette Lo Nero: «Sono nato con il mito del posto fisso, alla Checco Zalone. È la Liuc che mi ha aperto gli orizzonti a 360 gradi, è il confronto con gli esempi imprenditoriali che ha dato il là alla sfida e mi ha convinto che potevo provarci anch’io». È quello che ripete anche Federico Salmoiraghi, fondatore di Provorbas, società che si occupa di reclutamento di personale in outsourcing e facility management: «In quest’aula ho incontrato tanti imprenditori e con “junior enterprise” ho avuto l’opportunità per entrare in contatto con il mondo aziendale». Perché di startup innovative c’è fame, come fa notare Gianluca Dal Lago, fondatore di Sr Labs, azienda specializzata nei dispositivi di eye-tracking. Anche per Marinella Latteri, di Thymos, «c’è molta attenzione» nei confronti del nuovo, e Mattia Riva, cofondatore dello shopping club Dalani, lo fa capire in modo molto concreto, chiedendo ai presenti in aula Bussolati se sono clienti Dalani. E tante mani si alzano.