Il liceo torna la prima scelta

Impera la licealizzazione, i tecnici tengono, cala l’istruzione professionale quinquennale. Insomma, si guarda a un futuro in università sempre di più e, se si opta per un percorso diverso, si pensa a un inserimento nel mondo del lavoro prima possibile. I dati del Tavolo interistituzionale curato dalla Provincia, che vede la partecipazione dell’Ufficio scolastico provinciale, trovano nel provveditore Claudio Merletti un attento e interessato lettore.

«Per la prima volta riusciamo a fotografare quella che si chiama la prima opzione», spiega Merletti. «Potrebbe sembrare un dato tecnico, ma non lo è. Perché da queste iscrizioni, al netto delle azioni degli Istituti statali e dei Cfp, che entrano nel monitoraggio, sappiamo che avremmo 2.402 matricole tra i residenti nelle zone di Busto Arsizio e Gallarate, delle quali 1.391 sceglierebbero Busto che include Castellanza e 812 Gallarate, con altri che andrebbero fuori distretto».

Dati che fanno riflettere. Numeri che verranno condizionati da fattori esterni alle volontà di ragazzi e famiglie, come lo sono organici effettivi dei docenti e aule a disposizione. Prosegue il provveditore: «Per la prima volta sono state monitorate anche le iscrizioni on line dei Centri di formazione professionale, il tutto al netto delle domande, una considerazione che vale anche per gli Istituti statali, che sono state inoltrate in forma cartacea».

Continua la licealizzazione, che cresce nei suoi valori anche nei distretti di Busto e Gallarate, gli Istituti tecnici non arretrano mentre, sul fronte professionale i triennali regionali hanno più appeal dei quinquennali che sono in carico allo Stato. L’analisi dei numeri per genere evidenzia come siano tantissime le ragazze a scegliere il percorso liceale, mentre resta quasi un monopolio maschile l’opzione del tecnico e del professionale. «Anche tra i ragazzi di origine straniera — evidenzia Merletti — c’è una fetta consistente di ragazzi e ragazze che come prima opzione sceglie il liceo, quindi vengono i tecnici e poi i professionali». Un quadro pressoché nuovo per le superiori. Specie se si considera, come ricorda il numero uno dell’ Ufficio scolastico provinciale, «che soltanto 7-8 anni fa licei, tecnici e professionali erano equamente scelti, cioè ognuno poteva vantare il 33 per cento circa dei consensi, mentre adesso siamo a percentuali del 42 per i licei, del 38 per i tecnici e i professionali sono scesi al 20». Insomma: «Sono valori che impongono una riflessione, guardando al futuro sociale ed economico. Poiché la nostra provincia, a livello economico ha bisogno di figure sia tecniche sia professionali, se ne formano meno di quante ne richiede il mercato del lavoro».

Merletti, quindi, si associa all’allarme lanciato sulle colonne di Prealpina dal consigliere delegato della Provincia, Mattia Premazzi, in merito alle scelte degli studenti e delle famiglie un po’ troppo svincolate dalle reali esigenze del mercato del lavoro. «Dovremo lavorarci bene al Salone dei mestieri e delle professioni che dovremmo celebrare a settembre», spiega il provveditore. «Impegnandoci già dai mesi primaverili per aiutare famiglie e ragazzi a scegliere meglio e cosa in due territori, come quelli di Busto Arsizio-Valle Olona e Gallarate, ricchi dal punto di vista del tessuto economico e all’avanguardia anche in campo scolastico».

La sfida del Salone, emanazione del Tavolo unico provinciale scuola, formazione e lavoro, appare dunque quella di produrre il meglio in termini di orientamento scolastico e lavorativo. «Su questo la sinergia tra Provincia, Camera di commercio e Ufficio scolastico regionale-Ambito territoriale di Varese garantisco sarà massima», assicura Merletti. «Anche perché i territori di Busto e Gallarate non sono i soli, a livello provinciale, a richiedere nelle imprese industriali, artigianali, cooperative e commerciali, figure che magari mancano nelle scelte di studenti e famiglie oppure che, forse, non sono troppo conosciute o sono, inopinatamente, snobbate».