Il lavoro edile sugli scudi Mobilitazioni anche a Varese

Dopo un anno e mezzo di attesa per il rinnovo del contratto i lavoratori del comparto edile hanno deciso di far sentire la loro voce e lunedì anche a Varese, come nel resto del paese, ci saranno presidi e attività di volantinaggio, per far conoscere la loro situazione. La manifestazione di volantinaggio a Varese si terrà a partire dalle 7.30 in via Gasparotto, nel cantiere dell’area ex Malerba, poi alle 9.30 i lavoratori e le rappresentanze sindacali unite si recheranno dal prefetto e poi nella sede dell’Ance, con richiesta di incontro al presidente per illustrare le ragioni, i motivi e il percorso di mobilitazione intrapreso che porterà allo sciopero generale il 18 dicembre. «Il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale degli operai edili dopo un anno e cinque mesi dalla scadenza del precedente, è un atto ostile contro i lavoratori» spiegano Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, le tre sigle sindacali di categoria unite «la delegazione dell’Ance non è in grado di esprimere la volontà di addivenire in tempi brevi alla firma del contratto». Le posizioni sono ancora molto distanti spiega Flavio Nossa, Segretario generale Fillea Cgil di Varese «anzi, siamo del tutto fermi con le trattative e i temi sul piatto sono molto importanti perché non riguardano solo gli aspetti salariali, ma quello che pesa è la partita della previdenza: ci sono persone di 67 anni sui ponteggi o a scavare nelle gallerie, e questo è davvero non sostenibile». In aggiunta ai temi per il rinnovo del contratto, gli operai edili sono infatti in mobilitazione anche per l’assenza di risposte concrete sull’anticipo dei tempi di approdo alla pensione. «Il 70% di respinte delle domande di Ape social da parte dell’Inps, l’innalzamento dell’età di vecchiaia fino a 67 anni proposto dal Governo Gentiloni, sono elementi che non tengono conto di quanto sia faticoso svolgere il lavoro del muratore» spiega la nota delle tre sigle sindacali «e il diritto al rinnovo del Contratto di Lavoro non può essere messo in discussione e non può essere ostaggio di dialettiche interne alla controparte». n