Il lago ha una resa certa. E ora si punta più in alto

La Prealpina - 05/08/2022
SPORT & TURISMO Lunghi: «Ma serve un salto culturale»

70.000 PERNOTTAMENTI Considerando l’intera gamma dei turisti, tra quelli legati alla competizione e gli altri. In crescita del 12% rispetto al 2019.

650.000 EURO È la somma da versare in diverse tranche alla Fisa per poter ospitare un’edizione dei Mondiali Assoluti di canottaggio.

VARESE – Una settimana, 70mila pernottamenti. In tutta la provincia, sia chiaro. Per cui occorrerebbe approfondire per stralciare i dati non strettamente connessi. Ma i numeri sono chiari e indiscutibili: i giorni dei Mondiali di canottaggio Under 19 e Under 23 alla Schiranna hanno portato migliaia e migliaia di persone nella contea dei laghi.
Confermando quanto il binomio sport & turismo sia sempre più vincente.
Ad attestarlo non ci sono solamente le statistiche legate ai grandi eventi internazionali che da oltre
un decennio vanno divulgando il fascino del Varesotto nei cinque continenti, ma pure la continuità dell’incoming relativo appunto all’universo remiero. Ai piedi delle Prealpi diverse Nazionali (con sistematici accordi pluriennali), molteplici società e anche tanti gruppi di semplici amatori scelgono l’ospitalità delle nostre realtà, e per almeno 8-9 mesi l’anno: in primis Varese, Gavirate, Corgeno, Luino e Monate. Dunque realtà di ben quattro bacini diversi e con differenti caratteristiche. Ma tutti straordinariamente attrattivi.
Per la qualità dei campi gara, per la competenza di chi accoglie, per la bellezza dei paesaggi.
Ora, con alle spalle oltre dieci di anni di esperienza, si vuol puntare ancora più in alto. A un’edizione
dei Mondiali Assoluti di canottaggio, il cui costo è però molto elevato (ne parliamo nel box a fianco).
Ma per puntare sempre più in alto non servono soltanto tanti denari in più. Lo conferma Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio. Il quale, prima di tutto, pone al centro dell’attenzione il lavoro e la visione della Varese Sport Commission: «Serve consapevolezza della sua importanza, di un contenitore
che funziona, come ampiamente dimostrato. Un collettore di eventi, un hub, una sorta di cassetta degli attrezzi a disposizione delle realtà che organizzano eventi».
Ma Lunghi mette sul piatto di più, lanciando anche un chiaro messaggio: «Serve soprattutto un salto qualitativo che devono fare tutti, un salto culturale che elimini protagonismi e personalismi per fare emergere il territorio».
Il presidente Lunghi è convinto che presentare candidature di caratura nazionale o internazionale non a titolo individuale ma come territorio, e pure con il cappello tecnico della Camera di Commercio, garantisca un appeal diverso. ««Ad esempio, la Società Ciclistica Alfredo Binda non ha certo bisogno di presentazioni, ma se si ha tutto il territorio alle spalle, il Consorzio turistico, la Sport Commission, la sostanza sicuramente cambia. Accade in diverse altre parti del nostro Paese, in Trentino
Alto Adige ad esempio sono maestri in questo campo».
Lunghi specifica: «Sia chiaro, la Camera di Commercio non pretende primogeniture, si mette a disposizione. Vuole soltanto che ad emergere sia il territorio. Molti l’hanno già capito ma se si riuscisse a uscire dai personalismi sarebbe meglio»

Il nuovo obiettivo
Mondiali Assoluti? Sì, però costano

Siamo pronti ad accogliere i Mondiali Assoluti: l’anno prossimo presenteremo la nostra candidatura per una delle prossime edizioni». Pensieri e parole di Davide Galimberti, sindaco di Varese nonché presidente del Comitato organizzatore dei grandi eventi remieri di cui fanno parte Comune, Provincia, Federcanottaggio italiana e Canottieri Varese. Un obiettivo noto, dichiarato, purtroppo rinviato. Perché in realtà la volontà di candidare Varese per la più importante kermesse iridata del remo era già stata espressa. E pure ai massimi livelli, al vertice della Fisa, la federazione internazionale del remo. Su queste colonne ne avevamo parlato ampiamente nel mese di marzo, dedicandovi un’intera pagina. Il percorso, per il 2025, era già tracciato. Ma reso impervio da “tagliole” economiche: 10mila euro da versare in primavera con la candidatura preliminare, altri 40mila a metà luglio a sostegno della candidatura ufficiale, poi ulteriori 100mila da sganciare il 26 settembre (data cruciale) in caso di assegnazione ufficiale dell’evento stesso. Infine, 500mila da rateizzare (bontà loro…) tra la data successiva all’assegnazione e la data d’inizio della kermesse iridata. Totale: 650mila euro da versare nelle casse della Fisa. Soldi, sia chiaro, ai quali aggiungere poi l’intero costo organizzativo della manifestazione remiera. Ecco perché Varese ha per il momento scelto di ritirarsi dalla corsa ai Mondiali postolimpici. Per il 2025, l’anno dopo appunto lo svolgimento dei Giochi di Parigi, a contendersi l’evento iridato sono rimasti Shangai e Amsterdam. Metropoli (oltre 26 milioni di abitanti la prima, oltre 821mila la seconda) contro le quali sarebbe stato proibitivo lottare.

Per un Mondiale assoluto, in realtà, servirebbero strutture che alla Schiranna è impossibile anche solo ipotizzare (tribune fisse e molto più ampie di quelle installate per i Campionati U19 & U23, e la classica pista ciclopedonale che corra parallela al campo di gara). Ma sappiamo già che la Fisa, su questi capitoli, pur di premiare Varese chiuderebbe un occhio avendo la massima fiducia nella struttura organizzativa locale. A patto, però, che sui conti controllati dagli uffici di Losanna arrivino senza sconti quei 650mila euro cui abbiamo fatto cenno.

Ma il gioco vale la candela? Pensarci è d’obbligo, visto che altri eventi, come i Mondiali giovanili chiusi domenica scorsa, costano per i diritti molto, moltissimo meno. E comunque, per mirare in alto servono anche partner possenti. Ma nel frattempo la Camera di Commercio resta esclusa dal Comitato organizzatore. Per quale motivo?