Il Giro d’Italia delle donne che fanno impresa fa tappa a Varese: «Rimonta possibile anche qui»

mpresa femminile tra sfide, opportunità e intelligenza artificiale: Varese è tra le tappe inserite nel road show nazionale e ha ospitato nel pomeriggio a Ville Ponti l’iniziativa compresa nel Piano nazionale dell’imprenditoria femminile, un progetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy realizzato da Unioncamere e Invitalia.

 

«Siamo molto orgogliosi oggi di ospitare la prima tappa varesina del Giro d’Italia di donne che fanno impresa nell’ambito delle attività del comitato di imprenditoria femminile di Camera di Commercio Varese – ha dichiarato Ilaria Broggian, presidentessa del Comitato di Imprenditoria Femminile di Varese – L’obiettivo è quello di favorire l’empowerment femminile dando una serie di strumenti necessari all’attività della donna all’interno delle imprese. Tra le attività formative che abbiamo messo in campo ci sono quelle che riguardano il welfare e la digitalizzazione, ma anche la conciliazione scuola-lavoro e tutto quello che riguarda la formazione in generale; a questo tassello, oggi, aggiungiamo l’intelligenza artificiale. Quindi, un argomento di assoluta attualità che declineremo oggi al femminile ma che, ovviamente, interessa a 360 gradi sia le imprese condotte dagli uomini che dalle donne».

Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, ha parlato come consueto in modo diretto e andando al punto: «Bisogna anche dire che i dati di Varese non sono ancora così entusiasmanti, ma sono in crescita e ci difendiamo – dice – Le imprese femminili continuano ad aumentare, però è significativo il fatto che sono una minoranza rispetto a quelle maschili, soprattutto per quanto riguarda i ruoli manageriali all’interno delle aziende. Noi ci crediamo molto e penso che quando non si parlerà più di questi argomenti, molto probabilmente sarà perché avremo raggiunto questo obiettivo. È quasi paradossale dover ancora pubblicizzare e parlare della parità di genere in questo modo, però è giusto farlo perché bisogna sensibilizzare tutti».

«Parlando anche di intelligenza artificiale penso che questa sia una grande partita che le donne possono giocarsi, perché non trovo corretto chiamare intelligenza qualcosa di artificiale – ha proseguito ancora Vitiello – A mio avviso, l’intelligenza è solo quella che viene generata dalla mente di un essere umano. Coscienza e intelligenza è un binomio che va di pari passo e, dal mio punto di vista, una macchina non è in grado di riprodurre una coscienza. Quindi, va bene sfruttare gli strumenti informatici che ci vengono messi a disposizione, ma mi troverete sempre contrario a pensare che l’intelligenza artificiale possa sostituire una persona nelle decisioni importanti».