Il futuro? «È nell’industria 4.0»

 

Uno dei settori in cui i giovani, per ovvie ragioni di flessibilità e modernità, sono i migliori ad adattarsi e laddove nel futuro prossimo servirà più manodopera è quello della fabbricazione digitale, di cui la stampa 3D è solo uno dei tanti aspetti tecnologici abilitanti.

«Si tratta – commenta Riccardo Comerio, presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Varese – di un cambio di paradigma che sta rivoluzionando e sempre più rivoluzionerà organizzazioni, competenze, ruoli e strategie nelle aziende. Internet of Things, Big Data, realtà virtuale e aumentata: è in questa trasformazione che risiede l’opportunità per tutto il nostro territorio e per tutto il nostro Paese di garantire un futuro all’industria. Basta pensare a come stia cambiando il modo di prototipare i prodotti, per capire le potenzialità dell’industria 4.0. Un’impresa meccanica varesina, impegnata nella realizzazione di prototipi per i propri clienti, una volta era costretta a disegnare il pezzo, a produrlo fisicamente e a spedirlo magari negli Stati Uniti, o da qualsiasi altra parte nel mondo, con tempi e costi non irrilevanti. Oggi la stessa azienda può disegnare lo stesso pezzo sui propri computer, inviare il file all’azienda statunitense che lo stamperà in tempo reale, dando un feedback a Varese in giornata».

Senza contare il tempo speso: «Una volta – aggiunge Comerio – dai primi prototipi alla loro messa in produzione passavano mesi e i costi da sostenere erano assai elevati. Oggi, grazie alle tecnologie di fabbricazione digitale, è questione di giorni, a costi ridotti. Il mondo è cambiato, e in meglio per quelle realtà aziendali, territoriali e di sistema-Paese che stanno capendo le opportunità che si celano dietro queste applicazioni e che su di esse stanno investendo. Mai come oggi la manifattura ha la possibilità di darsi un domani e di darlo a tutti quei lavoratori che, così come sono chiamate a farlo le imprese, accetteranno la sfida di ripensarsi. In questa metamorfosi diventa strategico, però, il rapporto che sapremo creare tra imprese, scuola e università. L’industria 4.0 ci impone di innovare anche questo triangolo di relazioni. Se ce la faremo l’industria 4.0 si rivelerà un volano occupazionale».