«Il futuro di Malpensa passi anche dal territorio»

La Provincia Varese - 16/10/2017

Malpensa sia un progetto condiviso. Altro che lasciare mani libere a Sea. La Provincia di Varese e il Parco del Ticino entrano decisi in un dibattito che vale il futuro e la programmazione del territorio per gli anni futuri, senza intenzione di fare falli da ammonizione, ma con la piena volontà di essere in partita. Nessuna gamba tesa, ma nemmeno l’intenzione di starsene seduti tranquilli in panchina a guardare. «Provincia di Varese e Parco del Ticino – dichiarano il vicepresidente Marco Magrini e il consigliere provinciale delegato al territorio Valerio Mariani – sono consapevoli che solo un approccio integrato e di scala vasta, rappresentativo di tutto il territorio, può costituire una vera innovazione e dare il via ad un nuovo modo di pensare e fare sviluppo». In questa prospettiva, continuano, «non esistono “conducenti” ai quali non dare disturbo, invece può e deve esistere un progetto condiviso di Malpensa, nel quale capitale industriale e capitale naturale siano messi a sistema senza subordinazione dell’uno all’altro». Sviluppo, dunque, purché sostenibile è il concetto di fondo che gli amministratori mettono al centro del discorso, da inserire in agenda. Non uno slogan, piuttosto il tema cruciale sul quale muoversi in vista dello sviluppo di Malpensa, a partire dalle prospettive di crescita analizzate nel Masterplan 2030. «Una sfida cruciale per il nostro territorio con l’opportunità di dare concretezza alla ormai diffusa parola d’ordine dello sviluppo sostenibile», rimarcano Magrini e Mariani. A tale fine si è svolto un primo incontro, lo scorso 5 ottobre, a Varese, tra rappresentanti della Provincia e del Parco del Ticino. Mentre, rendono noto da Villa Recalcati, nelle prossime settimane seguirà la convocazione dei Comuni «per dare ascolto alle loro voci e confrontarsi con loro». L’obiettivo è «portare tutti gli attori di questa importante partita a riconoscere la necessità del nostro approccio, ad accettare il confronto tra le rispettive competenze, a percorrere con noi la strada verso la consapevolezza che il territorio e le sue valenze ambientali e paesaggistiche non sono un vincolo da contrapporre alle ragioni economiche, ma un’occasione perché esigenze effettive e concrete di crescita dello scalo trovino risposte adeguate, attraverso soluzioni ottimali per l’intera collettività», incalzano i rappresentanti del territorio. «Che si traguardi il breve periodo facendo del progetto di crescita di Malpensa uno scenario condiviso di lungo periodo». “Il caso masterplan” non sembra affatto chiuso. Il presidente della Sea Pietro Modiano e i vertici dell’azienda dovranno ancora confrontarsi con chi abita e governa la provincia di Varese.