Il futuro dell’industria è già arrivato «Le aziende “sentiranno” il mercato»

La Provincia Varese - 13/12/2016

Un volta c’era la fabbrica. Poi, evoluzione dopo rivoluzione, si è arrivati al concetto di fabbrica 4.0, si è aggiunta la nozione di fabbrica intelligente e ora si parla addirittura della “fabbrica sensitiva”. Nomi diversi per indicare un percorso evolutivo che sta portando le imprese verso il loro futuro, fatto sempre più di dati, strumenti digitali e capacità di relazione con il proprio contesto di riferimento. «Immaginate un’azienda in grado di sentire il mercato, quello che succede intorno a sé e capace di reagire ai segnali che riceve. Una fabbrica molto più reattiva, in grado di prendere delle decisioni in base ai dati appresi» ha spiegato Raffaele Secchi, Professore di Economia e Gestione delle Imprese alla Liuc – Università Cattaneo ad un incontro del ciclo “Le frontiere dell’innovazione”, organizzato dall’Unione Industriali di Varese, insieme al Lombardia Aerospace Cluster. Una fabbrica può dunque definirsi sensitiva quando riesce a mettere insieme tutti quei concetti inseriti nell’idea di fabbrica 4.0: una fabbrica che riesce ad abbattere le barriere tra il mondo reale, quello digitale e quello virtuale. «Una fabbrica sensitiva – ha aggiunto Secchi – è in grado di sentire il mercato e sa reagire di conseguenza. E una fabbrica che sa sentire il mercato sa orientarsi molto di più verso il cliente, ripensando prodotti e processi in base al mercato. La velocità è uno dei benefici principali che una fabbrica sensitiva può raggiungere». Ci sono dei processi osmotici che, in alcune imprese, sembrano far passare le informazioni dal mondo virtuale a quello reale e viceversa. Ed è proprio da quest’idea che è nato il progetto di ricerca e sviluppo europeo Osmose: «La nostra esperienza con la fabbrica sensitiva riguarda il test case che abbiamo sviluppato nell’ambito del progetto Osmose» spiega Roberto Sanguini, della divisione elicotteri di LeonardoFinmeccanica. L’azienda varesina si è occupata di sviluppare un caso applicativo per il supporto dei simulatori post-vendita, i Full Flight Simulators: «La mia divisione produce, progetta, distribuisce e supporta simulatori di volo per l’addestramento dei piloti – ha spiegato – e l’obiettivo era migliorare questa attività in termini di velocizzazione della manutenzione». Grazie all’introduzione di un’applicazione a bordo del simulatore, è stato così possibile ricevere in presa diretta dettagliate segnalazioni utili alla ricostruzione precisa del guasto verificatosi durante l’esercitazione. «Abbiamo ottenuto notevoli vantaggi: il primo ha riguardato la velocizzazione in cui i malfunzionamenti del simulatore sono stati individuati e corretti. Il secondo è stata una migliore gestione della manutenzione preventiva».