Il fronte dei sindacati torna unito In battaglia per i metalmeccanici

La Provincia Varese - 06/07/2016

Sindacati di categoria uniti per il rinnovo del CCNL, il contratto collettivo nazionale metalmeccanico. Ieri, per la prima volta dal 2007, si è svolto un attivo unitario di Fim, Fiom e Uilm – ovvero l’incontro tra i rappresentanti dei metalmeccanici varesotti – all’interno della sala del De Filippi per mettere in campo le prossime azioni per il rinnovo del CCNL. Unitarietà e compattezza ritrovate proprio per affrontare la difficile trattativa e, superando le inique richieste delle parti datoriali, consegnare ai lavoratori un buon contratto sia relativamente al salario sia alla parte normativa. Il ricompattamento dei sindacati è stato favorito dalla posizione di Federmeccanica che in occasione del rinnovo del contratto di lavoro ha proposto uno schema inaccettabile anche per Fim e Uilm, che a differenza della Fiom, hanno firmato gli ultimi due contratti nazionali, quello del 2009 e quello del 2012. Perché inaccettabile? Perché, come ha ammesso lo stesso presidente di Federmeccanica Fabio Storchi, il nuovo contratto nazionale di categoria fatto secondo la proposta di Federmeccanica, erogherebbe aumenti di salario solo al 5% dei lavoratori. In pratica, quelli che non hanno mai avuto in busta paga nient’altro che il minimo contrattuale (quindi né premi, né aumenti di merito, né scatti di anzianità). Questo perché il contratto nazionale dovrebbe limitarsi a definire dei minimi di garanzia per livello d’inquadramento, cioè delle paghe sotto le quali non si può scendere, lasciando il resto alla contrattazione integrativa. «Andiamo avanti con la mobilitazione dei lavoratori affinchè gli imprenditori metalmeccanici modifichino la proposta contrattuale che ci hanno presentato, impossibile da accettare – spiega Stefania Filetti, segretaria provinciale Fiom – Il contratto nazionale va rinnovato con aumenti retribuiti per tutti i lavoratori metalmeccanici che hanno diritto di ricevere il recupero dell’inflazione registrata attraverso il primo livello contrattuale. Finché non sarà così, proseguiremo con gli scioperi e le mobilitazioni all’interno delle fabbriche». Giovedì, infatti, nelle più grosse aziende metalmeccaniche di Varese si svolgerà uno sciopero di 4 ore, con presidi locali e manifestazioni. Altri temi caldi sono il welfare aziendale (assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare), organizzazione del lavoro (orari e straordinari), formazione e inquadramento, partecipazione alla contrattazione aziendale. «C’è un’attenzione forte da parte delle segreterie generali al rinnovo del CCNL – ha detto Umberto Colombo, durante l’incontro di ieri, come portavoce delle segreterie generali di Cigl, Cisl e Uil – Questa volta l’attenzione non è di rito. Quanto proposto da Federmeccanica è inaccettabile e noi non continueremo a tutelare sia il potere di acquisto dei salari, sia l’importanza di un contratto universale per la categoria».