Il fondo aeroportuale scricchiola

La Prealpina - 15/12/2020

 Una nuova doccia fredda sembrerebbe prospettarsi per i lavoratori di Malpensa e degli altri scali nazionali. «Apprendiamo con sconcerto da fonti di stampa che sarebbero emerse posizioni politiche del ministero dell’Economia e delle Finanze contrarie al rifinanziamento del Fondo di solidarietà del trasporto aereo (Fsta)». Con queste parole Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, hanno denunciato le indiscrezioni secondo cui nella legge di bilancio 2021 non sarebbero previste ulteriori risorse da destinare al Fondo, il fondo che assicura la protezione dei redditi dei dipendenti del comparto, integrando la cassa integrazione guadagni straordinaria.

Istituzioni nel mirino

Secondo le sigle sindacali sarebbero attualmente circa 40mila i lavoratori di tutto il settore a beneficiare dello strumento, con prestazioni erogate nei confronti di «piloti, assistenti di volo, lavoratori di terra, dipendenti di vettori, società di gestione aeroportuale, società di handling e servizi e delle società estere con sede di lavoro in Italia». E ancora: «Solo uno strumento come il Fondo ha sinora impedito la tragedia sociale. Pensare di non dotare il Fondo delle risorse necessarie sulla base di preconcetti demagogici ed infondati, significherebbe assumersi la responsabilità di mettere sul lastrico oltre 40mila lavoratori». Va peraltro considerato che nel computo andrebbero aggiunte le famiglie dei dipendenti, per cui salirebbe di molto il numero delle persone concretamente interessate da un eventuale stop al rifinanziamento. L’auspicio dei sindacati è che non si sottovalutino il ruolo e le finalità del Fondo e che si proceda rapidamente a dotarlo delle risorse economiche sufficienti per traghettare il settore verso la ripresa. Al riguardo, viene richiesto che i rappresentanti delle istituzioni battano un colpo.

Inps chiamata in causa

Non solo un problema di rifinanziamento. Già a novembre era emerso come molti lavoratori dello scalo non avessero ancora ricevuto l’accredito delle somme spettanti, o avessero percepito solamente alcune tranche. Una questione che chiamava in causa l’Inps, l’ente erogatore, sia per i ritardi imputabili allo stesso sia per gli errori compiuti da molte aziende nel comunicare i dati dei lavoratori. Ancora oggi vi sono dipendenti che hanno ricevuto i soldi e altri che continuano ad aspettare.

Il sottosegretario

Soltanto venerdì scorso il Sottosegretario alle Infrastrutture Salvatore Margiotta aveva annunciato che non si sarebbero potute impiegare le risorse del Recovery Fund per il trasporto aereo. Margiotta aveva comunque sottolineato che si potevano utilizzare le risorse nazionali senza dover ricorrere a quelle europee, esprimendo inoltre un impegno del Governo a mettere in campo un miliardo per il settore (da inserire nella legge di bilancio o nei ristori). Al momento sono dichiarazioni d’intenti: i dipendenti resteranno ancora per settimane in una situazione di logorante attesa.