Il fascino di Santa Caterina

La Prealpina - 14/09/2020

Santa Caterina del Sasso “risorge” dalle acque del lago Maggiore.
Non che l’eremo, salvato dal degrado negli anni Settanta-Ottanta, vi fosse mai sprofondato fisicamente, ma certo tre mesi di blocco totale delle visite causa emergenza sanitaria avevano acceso in Provincia – ente
proprietario dal giugno 1970, con riapertura al pubblico il 13 settembre 1986 – più di un campanello d’allarme.

Invece, gli ultimi dati forniti dalla Società Patrimoniale (una srl con Villa Recalcati socio unico, che gestisce la biglietteria dal giugno dell’anno scorso)
sono senz’altro confortanti: il calo di visitatori e di euro incassati rispetto al 2019 si aggira rispettivamente intorno a quota duemila e ottomila.
«Considerato quanto accaduto fra marzo e maggio, possiamo ritenerci soddisfatti», commenta Pier Marcello Castelli, presidente della Patrimoniale appena riconfermato per il prossimo triennio.

In dettaglio: a giugno 9.504 biglietti staccati per un introito di
34mila euro, a luglio 11.719 per 43.540, in agosto 19.337 per 69.500. In totale, nei mesi estivi si sono registrati quasi trentamila paganti (ottomila gratuità) con un incasso di circa 147mila euro. Se gli ultimi giorni del mese scorso non fossero stati caratterizzati da persistente maltempo, con ogni probabilità i conti finali sarebbero stati molto vicini a quelli del 2019.

Dagli uffici della società di piazza Libertà a Varese fanno presente
che la “tenuta” si deve soprattutto agli stranieri (inglesi, francesi, tedeschi, olandesi), il 90 per cento del totale, ma un apporto significativo viene anche dal cosiddetto “turismo di prossimità“, quello di giornata che si sposta nel raggio di poche decine di chilometri.

In definitiva, si tratta di un quadro complessivo gratificante, ma potrebbe esserlo stato di più se nelle casse della Provincia si fossero trovati i soldi per tornare a finanziare il collegamento lacuale diretto da Laveno, introdotto una decina d’anni fa e poi abbandonato per carenza di fondi. Rimangono
attive le tratte dei battelli da Arona e da Stresa, tanti i visitatori automuniti,
mentre c’è ancora il blocco totale per gli autobus delle comitive turistiche.

Proprio oggi scadono i termini della gara di concessione indetta dalla Provincia per il servizio di biglietteria (durata 14 mesi), cui possono partecipare anche i privati oltre che la stessa Società Patrimoniale. Verrà quindi a completarsi il servizio che nel bando originario – la cui gara era andata deserta – comprendeva anche la gestione (poi destinataria
di provvedimento a parte) del punto di ristoro al Quicchio, riaperto il primo agosto scorso dopo un lungo travaglio procedurale e una chiusura durata circa un anno e mezzo. Pare che anche lì tutto proceda al meglio, con punte di vero e proprio affollamento nei fine settimana, altro segnaleche a Santa Caterina del Sasso le cose funzionano… o quasi: sabato mattina 40 persone
hanno atteso l’apertura in piedi e brontolando (eufemismo) fino alle 10 passate. Un ritardo di 40 minuti pare dovuto a un malinteso nei turni di lavoro.