Il coronavirus presenta il conto

La Prealpina - 23/05/2020
  • Che il coronavirus stia picchiando duro sull’economia globale è ormai
    lapalissiano. Aziende che chiudono, licenziamenti e nubi scure che si addensano anche all’orizzonte, senza lasciar filtrare spiragli di luce. E
    a confermare ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, che pure alle latitudini varesine il Covid non ha fatto sconti arrivano i dati della Camera di Commercio sull’impennata della Cassa integrazione guadagni in deroga.
  • Un’indagine condotta dall’Ufficio studi e statistica dell’ente di piazza Monte Grappa mostra infatti un quadro impietoso, affidati inequivocabilmente ai numeri: dal 23 febbraio al 19 maggio le ore
    richieste da 6.359 imprese hanno raggiunto quota 6.151.796.
  • Il dato riguarda 19.684 lavoratori e colpisce nella sua incidenza, soprattutto se rapportato con gli ultimi metri di paragone dal Secondo Dopoguerra a oggi: nell’arco di poco meno di tre mesi, è stato raggiunto un livello di ore autorizzate analogo a quello del totale di molti degli anni successivi alla grande crisi finanziaria del 2008, iniziata con le immagini indelebili dei dipendenti di Lehman Brothers che lasciavano gli uffici con gli scatoloni in mano.
  • Primato regionale
    Analizzando i grafici sull’a ndamento della Cassa integrazione emerge l’incidenza del numero di imprese che ne hanno fatto ricorso: sul totale delle aziende presenti in provincia, particolarmente elevato per Varese, più di una su dieci – un secco 11 per cento, per la precisione – ne ha fatto richiesta. A livello lombardo, si tratta di una sorta di triste
    primato: la provincia dei sette laghi è infatti quella con il numero più alto, seguita poi da Sondrio (10.4 per cento), Como (9.77) e Milano, a quota 9.35 per cento. A seguire nell’elenco si incontrano, in ordine, Brescia (9.29), Lecco (9.11), Monza Brianza (8.86), Bergamo (8.65), Cremona (8.49), Pavia (8.34) e infine Mantova (6.34).
  • Il trend negli anni
    Con oltre sei milioni di ore autorizzate, questo funesto trimestre ha già raggiunto da solo le richieste di Cassa integrazione registrate in interi
    anni post 2008. Raffrontando i numeri della Camera di Commercio varesina con quell’Inps, si vede come nel 2009 le ore autorizzate furono 6.643.376, mentre l’anno successivo 9.816.379, poi
    5.581.219 nel 2011 e 4.827.648 nel 2012.
  • Insomma, l’emergenza economica innescata dal coronavirus non
    sembra paragonabile al terremoto finanziario partito dodici anni e le cui conseguenze durarono a lungo.

  • Crollo delle assunzioni
    Su un altro fronte del mercato del lavoro, il dato delle assunzioni mostro un crollo verticale a partire dallo stesso 23 febbraio, che arriva a marzo al meno 41 per cento. «Questo in attesa delle cifre relative ad aprile – spiegano da piazza Monte Grappa -. In particolare, a scendere sono state le forme di lavoro flessibile che, a scadenza, non sono state rinnovate. Fa eccezione il lavoro domestico, che ha ricevuto invece un impulso alla regolarizzazione per effetto dell’entrata in vigore
    delle limitazioni sulla circolazione delle persone non motivate da un contratto di lavoro».

Investire in formazione

La Camera di Commercio ha stanziato
250mila euro per aiutare le micro e le piccole e medie
imprese varesine nell’attività di formazione. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto, del 70 per cento delle spese ammissibili, fino a un
massimo di mille euro. L’investimento, con la partecipazione degli addetti aziendali a corsi di formazione, non può essere inferiore a 300 euro. «Per la ripartenza del nostro sistema economico – ha commentato il presidente Fabio Lunghi – dobbiamo valorizzare competenze, merito, ricerca e concorrenza. Ecco
perché diventa sempre più urgente per il mondo delle imprese varesine poter contare su risorse da destinare alla formazione continua». . «Con quest’inter –
vento, che s‘inserisce nel progetto #Restart – preci –
sa Lunghi –, vogliamo favorire e promuovere lo sviluppo delle competenze e l’apprendimento continuo
del capitale umano»


Stanziati 250mila euro