Il commercio per ora resiste Aperture e chiusure in parità

La Prealpina - 30/05/2017

Evolversi, aggiornarsi, fare rete: solo così il commercio locale può competere coi giganti stranieri. Delle sfide che attendono i commercianti bustesi si è parlato ieri sera ai Molini Marzoli nel corso della 72esima assemblea di Ascom Busto Arsizio, per la prima volta aperta al pubblico.

Una serata all’insegna della riflessione e della messa a punto di strategie efficaci e innovative. Nell’occasione Rudy Collini, vicepresidente di Ascom, ha annunciato il varo del progetto “Commesso 4.0”, «un corso di formazione rivolto a giovani inoccupati tra i 20 e i 30 anni» finalizzato ad avere collaboratori sempre più preparati soprattutto in ambito digitale, una competenza ormai irrinunciabile nel commercio di oggi.

Dopo il saluto del vicesindaco con delega al Commercio Stefano Ferrario (in platea anche l’assessore alla sicurezza Max Rogora), il presidente di Ascom Romeo Mazzucchelli ha preso la parola, sottolineando come «la ripresa economica è ancora fragile, e dal programma di governo è scomparsa la riduzione dell’Irpef, mentre l’abolizione dei voucher danneggia le imprese». Un quadro generale ancora fosco, dunque, anche se rispetto alla media nazionale le cose vanno un po’ meglio in provincia di Varese, dove sono attive 62mila imprese (15mila dedite al commercio), 52 per chilometro quadrato (la media nazionale è di 17). E nel territorio di Busto e Medio Olona il rapporto tra i negozi che aprono e quelli che chiudono è quasi in parità. «Vogliamo che sia un anno di rilancio per la nostra organizzazione», annuncia Mazzucchelli. «Professionalità e creatività possono ancora fare la differenza. Abbiamo costruito una grande squadra, e se nei prossimi mesi la congiuntura sarà favorevole, potremo raggiungere traguardi importanti».

«La vostra realtà funziona molto bene», concorda Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e numero uno di Federmoda. «Certo, bisogna affrontare un presente ancora difficile. E l’aumento dell’Iva rappresenterebbe la Caporetto dei consumi. Da questa situazione se ne esce solo alleggerendo la pressione fiscale, prima sulle famiglie, poi sulle imprese. Fate bene ad attirare l’attenzione dei vostri associati sulla rivoluzione digitale: ormai un negozio non può permettersi di non avere un sito internet o di non comunicare sui social».

Proprio per far riflettere i commercianti sull’importanza di questi strumenti, Ascom ha invitato relatori di livello come Massimo Serati, docente di Economia alla Liuc, le consulenti e formatrici Alessandra Grassi e Francesca Cilento, il social media strategist Fulvio Julita e il vicedirettore di AscomFidi Varese Claudio Verderio. All’assemblea, moderata da Chiara Milani, è intervenuto anche Giuseppe Albertini, presidente della Camera di Commercio di Varese.