Il commercio parla straniero

La Prealpina - 19/07/2017

Crescono a un ritmo superiore rispetto a quelle italiane. Operano soprattutto nel commercio. E ormai rappresentano il 9,5% del totale delle aziende attive in Italia, anche se ancora oggi hanno un ciclo di vita notevolmente più breve della media del settore (con oltre un terzo delle attività che chiude entro i due anni dall’apertura).

Stiamo parlando delle imprese fondate da cittadini di origine straniera che, proprio per quel che riguarda il settore del commercio, ormai vantano già la leadership assoluta in quasi una trentina di settori in Lombardia. Basti pensare agli ambulanti nella bigiotteria e nel tessile: alla vendita online; alla preparazione di indirizzari e alle spedizioni di propaganda; alla vendite porta a porta e dei tappeti; agli Internet Point; alle traduzioni e alle agenzie matrimoniali.

Secondo uno studio targato Camera di Commercio di Milano e basato su dati che mettono a confronto gli ultimi cinque anni, i territori italiani che più sono cresciuti in cinque anni per la creazione d’impresa da parte degli stranieri sono quelli di Milano, Roma, Napoli, Pescara, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Caserta, Napoli, Latina, Sassari, Prato. La crescita del 22,5% a livello nazionale non è però riuscita a controbilanciare il calo delle imprese degli italiani (-5%) nel comparto economico. Invertendo il trend della perdita di addetti nelle imprese italiane, i titolari delle imprese di Benevento, Latina, Mantova, Foggia, Lecce, Catania, Ragusa, Prato, Venezianon hanno esitato ad assumere. Statistiche alla mano, la richiesta di addetti per le imprese a guida italiana è risultata in calo del -1,3%, ma è stata bilanciata dal +24% dei titolari esteri.

Va un po’ meglio la Lombardia. Rispetto al dato nazionale, il totale delle imprese nel commercio è diminuito solo dell’1% e questo grazie alla crescita degli stranieri (+26%) che ha attutito il calo dei titolari italiani (-4%). Per quanto riguarda invece la forza lavoro, la Lombardia segna un confortante +1,4%, il che significa qualcosa come 50 mila addetti in più, grazie soprattutto al boom di assunzioni di titolari internazionali (+24%). Un ulteriore dato a riprova del dinamismo dell’imprenditoria non italiana nel commercio.

In Lombardia in cinque anni si è avuta una crescita a due cifre per le imprese straniere, soprattutto a Milano (+42%), Monza (+31%), Lecco (+25%), Bergamo (+21%), Varese (+17% per quasi 6.500 attività) e Pavia (+16%). Ma solo nel capoluogo lombardo, che è cresciuta, e a Monza, che è rimasta stabile, si è riusciti a controbilanciare il calo italiano. Nelle altre aree resta la riduzione di imprese con titolare tricolore, a cominciare da Varese dove nell’ultimo lustro il 3,5% delle “ditte” (traducendo, all’incirca 2.300 imprese) ha dovuto chiudere tristemente i battenti.