Il Cinema Politeama diventerà la Casa della Cultura di Varese

La Provincia Varese - 26/07/2017

Fondazione Molina presentato il nuovo piano investimenti: teatro Politeama restituito alla città dopo dieci anni come nuova casa della cultura di Varese e una casa di riposo per cuochi sono i due progetti di punta illustrati dal commissario straordinario Carmine Pallino. A spiegare esattamente cosa c’è nel futuro della storica Fondazione varesina, da febbraio oggetto di un’indagine della Procura di Varese inerente la vecchia gestione in capo all’ex presidente Christian Campiotti è il consigliere regionale Emanuele Monti (Lega Nord). La Fondazione è stata commissariata da Regione Lombardia che di fatto oggi è parte attiva nelle scelte di investimento. «Il commissario Pallino ha illustrato un futuro di prestigio – spiega Monti – dove sono emersi spunti per il rilancio della Fondazione Molina, necessario dopo il periodo buio, con le vicende note a tutti cui è seguito il commissariamento da parte di Regione Lombardia”. Carmine Pallino, nell’ambito del piano d’investimenti ha esposto due ottime iniziative che saranno realmente utili non soltanto al Molina ma per tutta la comunità di Varese». In primo luogo è stata espressa la volontà di restituire il Politeama, cinema teatro chiuso dal 2008, alla città di Varese. Questo immobile, attualmente di proprietà della Fondazione, rappresenta un pezzo di storia per la cultura cittadina e per anni si è pensato a come renderlo alla comunità. «Oggi (ieri per chi legge) il commissario, di nomina regionale, rimette la questione al centro, ponendo il ripristino del Politeama all’interno del piano d’investimenti – spiega Monti – È un’ottima notizia per la città e dimostra come la Lombardia a guida leghista abbia sempre a cuore l’interesse di Varese e cerchi di intervenire anche in ambiti, come la riqualificazione di zone e immobili, che sarebbero di competenza comunale». Monti chiama in causa l’amministrazione in carica sostenuta da Lega Civica, realtà politica alla quale sono riconducibili gli ex vertici della Fondazione oggi sotto inchiesta. «In questo senso auspico che Galimberti e l’amministrazione possano fare la loro parte, magari con l’atteggiamento costruttivo, non sempre dimostrato nel recente passato – dice Monti – Per quanto attiene il futuro del Politeama, vorrei suggerire al commissario Pallino di intervenire, magari facendo richiesta per l’apposito bando regionale, per rendere questa struttura la “casa della cultura” di Varese. Un luogo dove associazioni culturali, musicali e teatrali possano farsi conoscere; un vero e proprio punto d’incontro fra la cittadinanza e coloro che si occupano di arte e cultura». Altra iniziativa di pregio è quella di concretizzare la speranza di Gualtiero Marchesi, cioè una casa di riposo per cuochi. «È un’opportunità realmente unica, ospitare i cuochi a fine carriera, facendo fronte a tutte le necessità legate alla terza età, ma con la possibilità di rendere l’ex centrale termica una scuola di cucina aperta a tutti – conclude Monti – dove si possa tramandare e approfondire la cultura culinaria».

 

Una casa di riposo per chef firmata Gualtiero Marchesi

 

«A Varese realizzerò un sogno». Gualtiero Marchesi, Lo chef italiano per eccellenza, prima dei cookie show, prima che la cucina diventasse televisiva, il primo ad essere una stella stellata, racconta l’opportunità che la Fondazione Molina di Varese, gli offre. «Questa volta riesco a realizzare un progetto che sogno da almeno dieci anni – precisa Marchesi – Una casa di riposo per cuochi, sulla falsariga di quella per musicisti, Casa Verdi dove fu accolta anche Giuseppina Serra, la madre di mia moglie, soprano di grandissimo talento, che iniziò a cantare a sedici anni, fu sul palcoscenico con Mascagni, e perse purtroppo la voce a ventisette anni». Il commento di Gualtiero Marchesi esprime tutta la soddisfazione possibile per l’accordo siglato con la Fondazione Molina. Un progetto che si compone di due punti: la casa di riposo per i cuochi in pensione e il laboratorio del gusto realizzato negli spazi dell’ex centrale termica. «Con questo progetto, – ha affermato Carmine Pallino, commissario dell’Ente – continua la nostra azione perché l’istituto si apra alla città e sia un vero ponte tra le generazioni. Oggi c’è grande attenzione alla gastronomia e così abbiamo pensato di dar vita a spazi che tengano insieme tutto. È un onore per noi avviare una collaborazione con Gualtiero Marchesi». La Casa di riposo per cuochi è un tangibile segno di rispetto e considerazione per un mestiere che qualche decennio fa, prima che Gualtiero Marchesi indicasse la via per il rinnovamento della Cucina italiana, era considerato tra i più umili se non il più umile. La percezione di cosa può e deve fare un cuoco è, nel frattempo, totalmente cambiata. Il cuoco è, a tutti gli effetti, al di là degli eccessi divistici, un portatore di cultura, un divulgatore e un difensore di valori, legati alla salute, alle risorse agricole e alle tradizioni del Paese. Insistere su questo ruolo pedagogico e civile è importante, altrettanto importante sarebbe aggiungere dignità, riservando accanto all’accoglienza anche la prospettiva di una testimonianza per chi ha fatto della cucina la sua ragione di vita. «L’opportunità davvero unica che la Fondazione Molina di Varese ci offre oggi, – raccontano dalla Fondazione Marchesi – può rendere immediatamente concreta la speranza di Gualtiero Marchesi, Maestro di cuochi. L’idea di accogliere i cuochi alla fine della loro carriera, facendo fronte a tutte le necessità della vecchiaia, anche per quanto riguarda le patologie più gravi, ma al tempo stesso, la possibilità di costruire in un ambiente straordinario, la ex centrale termica, una scuola di cucina attrezzata dove si possa tramandare e approfondire la cultura culinaria. Sarebbe un modo unico e funzionale per la trasmissione dei saperi ai più giovani e per coinvolgere chi ha dedicato la propria esistenza alla cucina. Scuola significa formazione nel segno della continuità, dal punto di vista teorico e pratico». n