Il Castello di Masnagoal centro della cultura Un 2020 di grandi eventi

astello di Masnago al centro della cultura nel 2020, fra Giappone e mecenatismo. Questi i filoni dei grandi eventi previsti l’anno prossimo. Nel primo caso, la città guarda già alle sfide olimpiche, come tappa di avvicinamento a Milano-Cortina 2026. «La prossima estate infatti – spiega il sindaco Davide Galimberti – quando gli occhi del mondo saranno tutti fissati sui Giochi di Tokyo, anche la Città Giardino avrà in casa il suo pezzo di Giappone. Merito di un fondo di libri nipponici di proprietà della Biblioteca civica, che da giugno a novembre 2020 verranno esposti nel Museo civico del Castello di Masnago».

I volumi, appartenenti alla donazione Baratelli – la prima della Biblioteca varesina – e a una “donazione marchese Ponti”, sono stati pubblicati tra il 1890 e il 1908, per la maggior parte da un editore di Kyoto. Sono stati realizzati a stampa con tecnica silografica, a partire cioè da una matrice in legno, in policromia – anche con uso di colori metallici come oro e argento – o con il solo inchiostro nero. Molti di essi contengono motivi decorativi per tessuti, ventagli e altri prodotti artigianali, alcuni dei quali firmati da artisti noti dell’epoca e perciò interessanti dal punto di vista storico-artistico. Tra gli autori più importanti figurano Kamisaka Sekka, Furuya Kōrin, Kōno Bairei e Takeuchi Seihō. Esemplari simili o edizioni dello stesso anno sono conservati in grandi istituzioni museali del mondo come il Metropolitan Museum di New York, la Freer Sackler Library di Washington, il Museum of Fine Arts di Boston e quello di Houston.

Per lo studio dei materiali il Comune di Varese si è rivolto all’Università degli Studi di Milano e, in particolare, alla professoressa Rossella Menegazzo, docente del Dipartimento Beni culturali e ambientali e specialista in Culture dell’Asia Centrale e Orientale. Sui libri è stata anche realizzata una tesi di laurea specialistica dalla specializzanda Eleonora Lanza.

È ancora da verificare come i volumi – inizialmente catalogati con la voce generica “libri giapponesi” – siano entrati a far parte delle donazioni alla Biblioteca civica di Varese. La loro registrazione e le annotazioni relative alle donazioni sono state effettuate nel 1954, al momento della compilazione dei registri di ingresso attualmente disponibili; non esistono invece tracce di antecedenti registrazioni che possano fornire ulteriori dettagli. Un mistero che aumenta il fascino dell’evento.

Hayez e Pellizza da Volpedo in mostra

a cultura targata Varese guarda all’anno nuovo anche per un altro evento in programma nello scrigno d’arte di Masnago. Al centro, un’esposizione molto originale voluta per approfondire il fenomeno del mecenatismo nel Varesotto negli ultimi due secoli, elemento centrale della storia cittadina. La Giunta di Palazzo Estense ha approvato la realizzazione della mostra “Arte e mecenatismo a Varese e sul territorio lombardo tra Otto e Novecento”, che sarà protagonista al Castello di Masnago tra gennaio e maggio 2020 e che vedrà la collaborazione tra Comune e Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Le opere esposte – dipinti provenienti principalmente dalla collezione del Comune di Varese e da quella della Fondazione Cariplo – saranno oltre settanta e comprenderanno capolavori di Francesco Hayez e Pellizza da Volpedo; nel percorso della mostra saranno poi ricostruiti in modo completo gli interessi collezionistici di alcune grandi famiglie varesine, fra i quali i Ponti. Obiettivo è illustrare al pubblico il profilo altissimo del collezionismo artistico varesino nella seconda metà del XIX secolo e la storia della borghesia e dell’industria locali.

A curare la rassegna sarà il professor Sergio Rebora, mentre l’impegno di Palazzo Estense si concretizza sia dal punto di vista economico – con lo stanziamento di 28.500 euro – sia da quello logistico, con la concessione della sede museale di Masnago, la realizzazione degli allestimenti e la garanzia del biglietto d’ingresso gratuito per il pubblico. Previsti poi anche eventi collaterali all’esposizione, nonché laboratori didattici rivolti alle famiglie.

Tra Palazzo Estense e la Fondazione Comunitaria verrà predisposta un’apposita convenzione, così da definire tutti gli ulteriori e necessari aspetti per l’organizzazione dell’iniziativa.