Il Canton Ticino cancella la Lia, la tassa “anti italiani”

I TICINESI cancellano la Lia, la legge in vigore dal febbraio di due anni fa che obbligava le imprese artigianali italiane attive nel settore costruzioni a iscriversi a un albo ad hoc per operare oltre confine. La normativa aveva destato una raffica di proteste ed era stata bollata come un provvedimento anti-italiano dagli operatori del settore e dalle associazioni di categoria. La notizia è arrivata con una nota diramata dal governo cantonale. In cui, per altro, si annuncia la «determinazione a proteggere il mercato del lavoro ticinese da ogni forma di concorrenza sleale». Parole che preoccupano i vertici di Confartigianato Varese. «Auspichiamo – afferma il presidente Davide Galli – che questa decisione non porti a un ulteriore irrigidimento nei confronti dell’imprenditorialità italiana operante oltreconfine, nel rispetto dei principi di concorrenza leale e apertura del mercato che da sempre contraddistinguono economie sane e mature». L’iscrizione all’albo aveva un costo variabile fra i 600 (nuova adesione) e i 400 franchi (rinnovo).