Il Bridge fa paura: ce la faremo?

alpensa Meno 100 giorni al “Bridge” di Linate: Malpensa è pronta ad assorbire lo stress? È la domanda che si pongono i sindaci ma anche i cittadini che vivono nei Comuni attorno all’aeroporto, di fronte alla prospettiva di vedere 1657 aerei in più alla settimana sopra le loro teste a partire dal 27 luglio. Il significativo countdown è apparso ieri sulle pagine social della Città di Somma Lombardo, uno dei Comuni di “frontiera” rispetto alle conseguenze del trasloco di Linate. Tra il rumore degli aerei che decolleranno a ritmi tali da raggiungere in alcuni momenti della giornata il limite massimo dei movimenti aerei e i prevedibili intasamenti della via Giusti e della superstrada 336, che già oggi purtroppo viaggia ad un ritmo di quasi un incidente al giorno (con relativi ingorghi), senza dimenticare il rischio di un caos parcheggi peggiore rispetto all’anno scorso, la preoccupazione per quello che succederà alla fine di luglio è legittima. «Per il nostro territorio sarà un momento di stress», ammette il sindaco dei Tre Leoni Stefano Bellaria, che insieme ai colleghi del Cuv, il Consorzio Urbanistico Volontario dei Comuni di sedime aeroportuale, ha chiesto «soluzioni» per fronteggiare l’aumento di passeggeri che affollerà lo scalo Sea fino alla fine di ottobre. Lo scorso anno Linate accolse 2,4 milioni di passeggeri nell’analogo periodo del “Bridge”, pertanto si stima che circa due milioni dovrebbero spostarsi nei tre mesi di chiusura su Malpensa. A oggi, però, dopo le prime convocazioni in Prefettura con tutte le autorità e gli enti coinvolti, ai sindaci formalmente non sono state date ancora certezze rispetto al pacchetto di soluzioni che erano state prospettate nei mesi scorsi. Sea, da parte sua, sta effettuando tutta una serie di migliorie sia all’interno dei due terminal che all’esterno, con la razionalizzazione dei flussi e dei posteggi nelle aree che si affacciano ai due terminal, e metterà in campo una serie di facilitatori per evitare gli intasamenti in prossimità dell’area 10 minuti del T1. Poi si sa per certo che Trenord aumenterà le carrozze sui Malpensa Express, ma non le corse, per offrire maggiore capacità sui treni come valida alternativa all’auto. Di sicuro le società autostradali utilizzeranno i pannelli informativi elettronici per favorire l’utilizzo della più scorrevole (ma anche più cara) A4 Milano-Torino per accedere allo scalo da Sud attraverso la Boffalora-Malpensa evitando la congestionatissima combinazione A8-336, ma sarà difficile ottenere quegli sconti al pedaggio che hanno chiesto i sindaci per rendere veramente competitiva l’alternativa naturale della Boffalora. Sui parcheggi, si attende l’area all’ex cava Malpensa mentre a Volandia la soluzione è ancora da trovare. Così a 100 giorni dal “Bridge” i punti di domanda sono ancora molti.