«Il bonus turismo passi dalle agenzie»

La Prealpina - 06/05/2020

Bastonati due
volte: la prima volta da
quel coronavirus che ha
messo in ginocchio il pianeta, la seconda dal Governo italiano che non ha
ancora previsto sostegni
concreti per questo settore. È questo il sentimento
che si percepisce tra gli
operatori delle agenzie di
viaggi, anche alle latitudini
varesine. A differenza di
negozi e della maggior
parte degli altri settori, qui
nel giro di poche settimane è venuto a mancare fisicamente il “prodotto” da
vendere: voli azzerati, alberghi e ristoranti chiusi.
Cosa fare, quindi?
«Noi siamo ancora chiusi
– spiega Stefania Morandi, di Morandi Tour – an –
che perché non ci sono
ancora le condizioni per
riaprire: il Governo non ha
ancora chiarito sulle regole. Da marzo a oggi abbiamo sentito solo tanti slogan. Ora siamo impegnati
ad assistere i clienti e a
provvedere agli annullamenti e agli spostamenti
dei viaggi, intanto lavoriamo per quando sarà possibile ripartire. E contiamo
che sarà a luglio». Anche
su questo tema, le incognite sono tante: come il
Covid 19 cambierà il modo di viaggiare? «Per il momento – risponde Morandi
– stiamo sviluppando proposte per il cosiddetto turismo di prossimità, ossia
in Italia, con pacchetti di
qualità, che possono
comprendere anche gite
di un giorno o di un weekend. Per un bel po’ non ci
saranno vacanze all’este –
ro. La montagna, con l’aria pulita e gli spazi ampi,
probabilmente sarà la meta preferita, anche da chi
fino all’anno scorso andava sempre al mare». Intanto è stato stabilito che non
ci siano rimborsi ma voucher da utilizzare entro ottobre 2021, in alcuni casi
anche fino al 2022. Ma il
punto resta sempre quello
del ruolo del Governo: «Si
dice che arriverà un bonus
vacanza (ossia un incentivo statale per trascorrere
soggiorni in Italia, ndr) per
incentivare il turismo –
conclude Stefania Morandi -. Ecco, speriamo che
per spenderlo si passi dalle agenzie, altrimenti sarà
una carneficina».
Sulla stessa lunghezza
d’onda Vittorio Failla, dell’agenzia Trapper Viaggi:
«Almeno il bonus vacanza
sia fatto passare tramite le
agenzie – afferma – e invece da qui, per ora, siamo
stati tagliati fuori completamente. Purtroppo la nostra è una categoria senza
santi in paradiso». Ma al
tempo stesso è una categoria che, pur senza guadagnare, sta continuando
a fare la propria parte per
aiutare i clienti: «Da due
mesi ci stiamo dando da
fare per far rientrare le persone che si trovavano all’estero e che hanno dovuto fare i conti con la cancellazione dei voli, ad
esempio dal Brasile o dalla Birmania – prosegue
Failla -. Non solo non ci
stiamo guadagnando, ma
ci rimettiamo soldi che
avevamo già incassato».
E le vittime non mancano:
la EasyTicket di viale Valganna ha già annunciato
che purtroppo, dopo nove
anni di attività, è costretta
a chiudere i battenti.
Per chi resiste, cosa c’è all’orizzonte? «Attualmente
il futuro è a zero tondo – ri –
sponde Failla -, forse riusciremo a fare qualcosa
verso settembre o ottobre, ma più probabilmente con l’inverno. La situazione cambia continuamente e il nostro è il settore che versa nelle condizioni peggiori. È la prima
volta che ci troviamo ad
affrontare una situazione
di queste proporzioni, non
è mai esistita in passato
una cosa così, su scala
globale». Ma questa situazione, secondo Vittorio
Failla, nel settore dal 1983,
costituirà una sorta di
spartiacque anche per la
clientela e per il suo modo
di approcciarsi al settore
viaggi: «La nostra categoria – conclude – ha aiutato
a tornare a casa le persone che si trovavano all’estero, riuscendo a trovare
soluzioni che altrimenti
sarebbero state impensabili, proprio grazie a esperienza e professionalità.
Chi ha fatto prenotazioni
via internet, invece, non ha
saputo a chi rivolgersi e
chiedere aiuto. La speranza è che la gente, in futuro,
si ricordi anche di questo».