Il bike sharing non “pedala”

Sempre meno utenti del servizio comunale. «Nuovo progetto grazie al Ministero»

varese Trenta euro a giugno e addirittura la metà nel mese successivo: gli introiti del bike sharing comunale confermano che il servizio non va proprio. Già il bimestre precedente aveva fatto registrare numeri analoghi, ma si sperava che forse con l’arrivo dell’estate la situazione sarebbe leggermente migliorata. E invece no. Nemmeno la scomparsa delle biciclette gialle di Ofo, con la drastica decisione presa a inizio luglio dalla multinazionale cinese di interrompere il servizio a flusso libero, sembra aver inciso in un’eventuale ripresa delle “due ruote” nostrane, quelle argentate che si trovano nelle rastrelliere in alcuni punti della città (e che si attivano con un’apposita tessera).

Da tempo a Palazzo Estense stanno lavorando su come proporre un bike sharing più efficiente: «L’intenzione è quella di predisporre una nuova modalità di servizio – spiega l’assessore comunale a Sport e Verde pubblico Dino De Simone -: a settembre realizzeremo tutto il progetto, anche grazie a una parte dei fondi che abbiamo ottenuto con il bando del Ministero dell’Ambiente». Di cosa si tratta? «Insieme alle Amministrazioni comunali di Malnate, Azzate, Induno Olona e Comerio – spiega l’esponente della Giunta guidata dal sindaco Davide Galimberti – abbiamo partecipato a un bando nazionale e lo abbiamo vinto: con quei fondi contiamo di compiere diversi interventi, dalla sistemazione delle aree limitrofe alle scuole, fino a sicurezza e accessibilità. Ebbene, una parte di questi stanziamenti sarà investita nel bike sharing cittadino».

Già nei mesi scorsi l’assessore De Simone aveva svelato le sue idee sul nuovo progetto “a due ruote”: «Innanzitutto puntiamo a un potenziamento della rete – aveva affermato – che dovrà essere molto più capillare, con più biciclette e più postazioni. E poi un aumento di quelle a pedalata assistita: attualmente a Varese ne abbiamo una decina, ma per rendere questo servizio davvero appetibile e sfruttato da molti cittadini è indispensabile che ci sia un numero elevato di biciclette elettriche, soprattutto per risolvere il problema delle salite che caratterizzano la nostra città. Insomma, non vogliamo affatto chiudere il bike sharing cittadino ma, al contrario, potenziarlo partendo però da una bella progettualità che richiede tempo e una attenta pianificazione».

Per prendere ispirazione, da Palazzo Estense si sono guardati attorno, studiando quelli che sono stati esempi virtuosi: «Il nostro bike sharing è in fase di ridefinizione – aveva rimarcato De Simone – e stiamo studiando le modalità migliori per rilanciarlo in maniera consistente. Per questo motivo abbiamo fatto un’analisi di quelle realtà simili alla nostra, come ad esempio Brescia e Pisa, e stiamo raccogliendo ora le indicazioni migliori per poi stilare un vero e proprio bando per appaltare il servizio». Tra le principali criticità dell’attuale piano, inaugurato ormai quattro anni fa durante la precedente Amministrazione comunale, c’è infatti quello della manutenzione delle biciclette, che deve essere fatta con personale interno, ossia da tecnici comunali: per questo motivo, negli uffici comunali stanno pensando a «una soluzione che consenta di avere un servizio “chiavi in mano”».