II lockdown colpisce duro L’economia è in picchiata

Il Giorno - 12/06/2020

II peso del lockdown si fa sentire sull’economia varesina. L’analisi trimestrale del 2020 delinea una situazione di crisi congiunturale relativa al calo del mondo produttivo locale. Per l’artigianato l’indice di produzione registra un decremento dell’11,4%, mentre per l’industria si tratta del -9,2%. Cala anche l’export, con un -3,9%, attestandosi a 2 miliardi e 354 milioni di euro nel periodo tra gennaio e marzo. Ma si tratta di dati ancora parziali, con la reale profondità della caduta che resta ancora un punto di domanda. «È chiaro che questi numeri – commenta il presidente della Camera di Commercio di Varese, Fabio Lunghi – scontano solo un mese di blocco della produzione, per alcuni settori, e di forte rallentamento dell’economia nel suo complesso. Occorrerà osservare quali saranno i riscontri del secondo trimestre per comprendere l’entità effettiva del calo produttivo». L’indagine, condotta da UnionCamere Lombardia su un campione di circa 330 ditte varesine, dice che per il 76% delle imprese industriali e il 73% di quelle artigiane il fatturato è diminuito di almeno il 20%. E si aggira intorno al 40% la percentuale di aziende che ha problemi finanziari. A penalizzare le aziende del territorio sono stati gli ordini cancellati e i problemi finanziari e di liquidità. II blocco produttivo è stato tamponato con un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali: l’80,2% delle imprese e il 77,9% delle realtà artigiane hanno utilizzato la cassa integrazione. Lo smart working invece è stato adottato dal 33,2% del manifatturiero industriale e solo dal 12,5% dell’artigianato (dove 6 imprese su 10 non sono compatibili con il lavoro agile). Per rispondere alla crisi il 58,3% delle imprese industriali auspica agevolazioni del credito, mentre il 44,9% degli artigiani chiede una moratoria o una sospensione delle imposte. Qualche segnale di ripresa dell’economia inizia intanto a intravedersi: dopo un aprile in cui cessazioni e iscrizioni di impresa si sono quasi fermate, maggio ha evidenziato 207 nuove iscrizioni, a fronte di 113 cessazioni. Per l’immediato futuro i più ottimisti sono gli imprenditori industriali: il 39,6% prevede di poter recuperare le perdite in un periodo superiore all’anno. II 52,2% degli artigiani invece pensa di non riuscire a recuperare più quanto perduto. Ma si punta a reagire, in particolare cercando nuovi clienti e mercati. «Siamo pronti alla ripartenza – continua Lunghi – e come Camera di Commercio ci siamo attivati fin da subito per essere vicini alle nostre piccole imprese, ai nostri artigiani, ai nostri industriali, agli operatori economici».