Ignis, Girgi e Roosters: la storia dei dieci scudetti regala sempre emozioni

C’è il “paròn” Zorzi che si presenta – a 84 anni – alzando le braccia al cielo, ci sono i due Meneghin – Dino e Andrea – che scherzano tra loro, c’è Charlie Recalcati nel doppio ruolo di antico “nemico” e di moderna leggenda, ci sono Dodo Rusconi e Aldo Ossola che duettano come nei giorni in cui erano compagni di stanza, oltre che di squadra, e se ne andavano in giro a conquistare l’Europa. E poi tanti tanti altri: Galleani e Polzot, Magistrelli e Zanatta, Chiapparo, Crugnola e Colombo, Galanda e Van Velsen fino a Paolone Vittori seduto accanto alla signora Miriam Garbosi.

Sono gli “Starwalkers”, nome che fa un po’ supereroe e del resto sul parquet eroici lo sono stati tutti, i protagonisti dei dieci scudetti vinti tra il 1961 e il 1999 dalla Pallacanestro Varese, testimoni in prima persona di una epopea con pochi eguali in Europa non solo per il palmarès nazionale, quando per quello continentale con quelle cinque Coppe dei Campioni e quelle dieci finali consecutive che rappresentano anche oggi un’enormità.

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La serata tenutasi in Camera di Commercio (sabato 8) e presentata da Antonio Franzi in versione “enciclopedia vivente del basket” è stata organizzata dal trust “Il basket siamo noi”, l’associazione di tifosi che è anche proprietaria del 5% di Pallacanestro Varese e che non si è limitata a invitare e far parlare i grandi protagonisti del passato (ogni vittoria tricolore è stata inoltre raccontata con un contributo video) ma ha anche regalato il tempo dei suoi soci-volontari per addobbare piazza Montegrappa con i drappi tricolori e con le foto dei grandi campioni in maglia Ignis, Girgi e Roosters. Con tanto di concorso per le vetrine biancorosse del cuore cittadino a dare il via a una settimana dedicata al basket e al ventennale dello scudetto della Stella, quello messo in cassaforte da una squadra matta e fortissima, proprio sulla falsariga di quello che era la Grande Ignis.

Tra i tanti aneddoti, noti e meno noti, snocciolati nel corso della serata in una “Sala Campiotti” tutta esaurita, anche quello di un Recalcati giovane che nel 1970 fu a un soffio dall’arrivare a Varese. Giovanni Borghi e Giancarlo Gualco furono vicinissimi dall’effettuare uno scippo storico ai danni di Cantù – il club in cui il milanese Recalcati era diventato una stella di prima grandezza del basket italiano – ma l’arrivo in extremis dello sponsor Forst in Brianza consentì al patron Allievi di respingere l’assalto varesino e di trattenere Charlie a Cantù. «Dove avevo vinto nel ’68 il primo scudetto e dove ne vinsi un altro nel ’75 – racconta oggi il coach della Stella – ma se fossi venuto a Varese, di certo, avrei conquistato tanti titoli in più da giocatore».

QUASI 1.100 ABBONAMENTI
Sempre nella giornata di sabato è terminata la prima fase della campagna abbonamenti alla Pallacanestro Varese 2019-20: in pochi giorni la società biancorossa ha venduto ben 1.095 tessere, ottimo risultato considerando che i tifosi le hanno sottoscritte praticamente al “buio”, con solo quattro giocatori in organico (Tambone, Ferrero e Natali oltre al nuovo acquisto Peak) più la speranza di riavere Cain. Molto buoni anche i dati del tesseramento al trust “Il basket siamo noi” che tra rinnovi e nuovi associati ha superato la quota totale di 500 iscritti.