Idrocarburi varesini, Shell indaga

La Prealpina - 20/02/2017

E se il sottosuolo della provincia di Varese custodisse una ricchezza tutta da scoprire, fatta di idrocarburi? L’ipotesi non è così azzardata. Lo si intuisce dal fatto che Shell, titolare dal 2015 del permesso di ricerca di idrocarburi denominato Cascina Alberto (che si estende su un’area di 400 chilometri quadrati tra Piemonte e Lombardia), avvierà il processo autorizzativo per una indagine geofisica sul territorio. Prima delle analisi, i tecnici della multinazionale incontreranno i sindaci e i cittadini del territorio per spiegare il progetto e ascoltare dubbi, domande ed esigenze dei residenti.

Sono diciotto i Comuni della provincia coinvolti nella futura indagine geofisica: Angera, Brebbia, Cadrezzate, Comabbio, Golasecca, Ispra, Lonate Pozzolo, Malgesso, Mercallo, Mornago, Osmate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Taino, Ternate, Travedona-Monate, Vergiate e Vizzola Ticino. Shell spiega in una nota ufficiale, che «intende incontrare e parlare con quanti più interlocutori possibili nell’area con l’obiettivo primario di informare sul progetto e ascoltare le comunità in merito alle aspettative relative al progetto» che l’azienda intende effettuare. Il primo passo sarà la presentazione al Ministero dell’Ambiente di una valutazione di impatto ambientale. Se da Roma arriverà il via libera, si procederà con l’avvio di una indagine geofisica che serve a verificare l’eventuale presenza di un giacimento di idrocarburi.

«Attraverso una serie di attività non invasive – spiega ancora l’azienda – realizzate attraverso le più moderne tecnologie, sarà possibile raccogliere dati sulla struttura geologica del sottosuolo, disegnando così una immagine geofisica basata sulla propagazione e sulla rifrazione di onde elastiche». Nel momento in cui la ricerca dovesse segnalare la presenza di idrocarburi in quantità interessante, allora si avvierà una seconda fase. Sarà necessario un nuovo studio di impatto ambientale e, ottenute le autorizzazioni a norma di legge, si aprirà un pozzo esplorativo. E’ chiaro, però, che i tempi sono piuttosto lunghi, così come è altrettanto chiaro che la decisione di Shell di concentrarsi anche su quest’area non è casuale. Il permesso di ricerca Cascina Alberto, infatti, inizialmente fu consesso dal Ministero per lo Sviluppo Economico alla società Northern Petroleum Uk nel luglio 2014. A maggio 2015 Shell ha acquisito l’80% del permesso da Northern Petroleum che ne mantiene il 20%. Nel 2012 era stata realizzata una prima rielaborazione di dati geofisici a tavolino: uno studio che offre spunti interessanti, diventati punto di partenza per la ricerca geofisica attuale.