I voucher non erano la soluzione

La Provincia Varese - 24/03/2017

Caro Marco,
ci permettiamo di rispondere alle
critiche relative alla posizione
della Cgil sui voucher, per nulla recondite
e neppure velate, che trasparivano
dal tuo editoriale del 22
marzo 2017.
Non è raro, anche durante la distribuzione
dei nostri volantini, che
alcuni ci dicano che erano meglio i
voucher del lavoro nero, ma non è
così. I voucher, come dimostrano i
controlli dell’Ispettorato del Lavoro,
non hanno eliminato il lavoro nero,
ma lo hanno affiancato e molte
volte le ore pagate in voucher sono
esigue rispetto a quelle totalmente
irregolari. Negli ultimi anni, anche a
Varese, i voucher hanno causato,
nella stragrande maggioranza dei
casi, un ulteriore peggioramento
del lavoro precario; anziché essere
strumento accessorio e occasionale,
di fatto, hanno sostituito le varie
tipologie dei contratti di lavoro.
L’alternativa all’abrogazione dei
voucher non è affatto il lavoro nero.
Il Governo Gentiloni ha deciso per
evitare i referendum della Cgil di
abrogare con decreto legge la norma
sui voucher e sulla limitazione
della responsabilità solidale negli
appalti. La Cgil, anche a Varese, ha
raccolto migliaia di firme a sostegno
dei due referendum, proprio
perché ci è stata negata la possibilità
dal precedente Governo di intraprendere
per tempo una strada che,
attraverso il confronto, permettesse
modifiche sostanziali alle normative.
Proprio in questi giorni in provincia
di Varese stiamo continuando
una campagna di informazione
rivolta a lavoratori, pensionati e cittadini
affinchè si possa arrivare con
la trasformazione in legge del decreto
a dimostrare che si può combattere
la precarietà.
La Cgil, dopo una straordinaria
raccolta di firme ha presentato una
proposta di legge di iniziativa popolare
(già in Parlamento) per la Carta
dei Diritti Universali del Lavoro;
proprio gli articoli 80 e 81 prevedono
la possibilità di regolamentare il
lavoro occasionale con un contratto
di lavoro e una forma amministrativa
molto semplice. Forma che
al contempo riconosce al lavoratore
contributi pieni e diritti di assistenza
come malattia e disoccupazione,
diversamente dalle precedenti normative.
Comunque, sarà la Carta dei Diritti
Universali del Lavoro, se tradotta
in legge, ad estendere i diritti
fondamentali a chi non ne ha, dando
una concreta prospettiva alle
nuove generazioni.
Umberto Colombo, Segretario Generale Cgil Varese