I valori della Comerio in un’associazione

La Prealpina - 07/06/2017

Lavorare per anni in un’azienda, vederla crescere e sentire che si sta facendo la propria parte. Sono solo alcune delle ragioni per cui si possa arrivare a provare per il proprio posto di lavoro un legame e un senso di appartenenza ben più coinvolgente che ritrovarsi a sostenere i colori di una compagine sportiva. Così, lavorare di ricordi negli anni della pensione può non essere sufficiente. Almeno, alla Ercole Comerio la pensano così.

Con queste ideali premesse è nata un’associazione di promozione sociale che ha nome “Noi della Comerio Ercole 1885”. La sua nascita è stata ufficializzata dallo stesso Riccardo Comerio, che si propone di vedere crescere la nuova realtà associazionistica al pari dell’azienda da cui prende il nome. Chi inoltre riconoscerà un’assonanza con l’associazione “Noi del Tosi”, che affianca e supporta da anni l’Istituto scolastico superiore Enrico Tosi, indovinerà anche che la coincidenza non è tanto casuale, dal momento che Comerio ricopre la carica di vice presidente.

Sullo stesso solco vuole muoversi anche la neonata associazione della Ercole Comerio: «Ciò che i soci si ripromettono di fare nel momento in cui entreranno fare parte di questa associazione è di tenere vivi i valori di solidarietà fra tutti gli aderenti, il ricordo delle tradizioni, le esperienze e la memoria di coloro che sono scomparsi, così da consolidare i vincoli di amicizia che ci legano», spiega lo stesso Comerio.

Altro specifico ed esplicito obiettivo prefissato da “Noi della Comerio Ercole” è di sostenere le associazioni di beneficenza, mentre un occhio di riguardo è riservato anche alla memoria e alla divulgazione di momenti storici significativi, con particolare riferimento ai lavoratori e sindacalisti deportati in Germania, nel gennaio del 1944, a seguito di uno sciopero: «Intendiamo promuovere il ricordo, anche attraverso manifestazione pubbliche, dei gravi accadimenti che coinvolsero la nostra azienda culminando con l’arresto e la deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen di alcuni nostri lavoratori». Non a caso, ogni anno, la storia e i nomi dei deportati della Comerio, peraltro incisi su lapide nel parco che porta il nome dell’azienda all’inizio di corso Magenta, vengono ricordati con una cerimonia di commemorazione nei giorni in cui ricorrono quei tragici fatti, anche su impulso delle unità sindacali operanti in azienda.