I supersconti sono la decisione giusta? «Queste iniziative ci schiacceranno»

La Provincia Varese - 24/11/2016

Black Friday? «Io non ci sto». Alessio Sperati, delegato Confesercenti, ma prima di tutto commerciante, invita i colleghi e i consumatori a riflettere durante la giornata di sconti speciali proclamata da Ascom e in programma per oggi, prima di farsi trascinare dalla foga degli acquisti. Oggi i commercianti varesini aderenti ad Ascom celebrano con un giorno di anticipo il Black Friday, la giornata di sconti speciali che arriva dalla tradizione commerciale americana e che cade il venerdì successivo al giorno del ringraziamento. L’hanno chiamata «Anticipando il Black Friday» e i negozianti aderenti esporranno in vetrina una speciale locandina con indicati i prodotti in promozione e la percentuale di sconto applicata. Non tutti però parteciperanno e chi non lo farà vorrebbe invitare i colleghi, ma soprattutto i consumatori, ad una riflessione. Un momento in cui fermarsi a pensare sul futuro del commercio cittadino in relazione all’importazione di queste tradizioni e al tentativo di combattere la concorrenza della grande distribuzione in una lotta ad armi impari. «Le grosse catene si possono permettere di fare giornate promozionali di questo tipo anche una volta al mese – sottolinea Alessio Sperati – Noi piccoli commercianti no e il tentativo di competere su questo piano porterà solo alla nostra distruzione. Continuando su questa strada si uccide il piccolo commercio locale e basta guardarsi intorno per rendersene conto. Dove fino a un paio d’anni fa c’erano i negozi tipici varesini adesso ci sono le catene mondiali». Colossi che sono entrati nel nostro mercato in un momento di crisi, proponendo merci di media qualità a prezzi convenienti e spazzando via la concorrenza locale, salvo poi aumentare i prezzi senza alzare il livello dei prodotti offerti. «Noi invece vendiamo la qualità – sottolinea Sperati – e nemmeno a prezzi esageratamente alti, perché non sono i 20 euro in più a fare la differenza. E offriamo una cosa che nemmeno un motore online o la grande distribuzione può dare, che è il rapporto con il cliente che trova nel commerciante un riferimento». Sperati invita quindi i colleghi a riflettere bene prima di aderire a questo tipi di iniziative «che ci schiacceranno – dice – Non dobbiamo adeguarci ma reagire e per farlo abbiamo bisogno delle persone, dei consumatori che devono supportarci». A loro quindi chiede che oggi, prima di farsi prendere dalla foga dello shopping a prezzi scontati, si fermino a pensare al futuro. «Parlo come padre adesso e penso a che futuro potranno avere i miei figli quando i commercianti che garantiscono un lavoro stabile, ben retribuito e con tutte le tutele non ci saranno più. La grande distribuzione non dà garanzie e saranno schiavi delle catene che non hanno rispetto del lavoro, perché possono assumerli e lasciarli a casa quando vogliono. Questa è la verità»