«I soldi sono pochi: vanno divisi»

La Prealpina - 30/05/2017

Pensare che Gallarate ha pure tre progetti di indubbio interesse, dei quali uno di estrema importanza: il sottopasso ferroviario in via Bolivia come opera di compensazione viabilistica al passaggio continuo dei lunghissimi treni merci dell’AlpTransit. Con 2 milioni di euro il Comune lo costruirebbe. E con un altro milione e mezzo realizzerebbe le rotonde in piazza Monte Grappa e in viale Milano (all’altezza del Media World) allo scopo di agevolare il traffico di attraversamento rispettivamente in direzione 336 e Busto Arsizio. Invece nulla. Varese si è presa tutti i soldi del Patto per la Lombardia destinati ai Comuni della provincia con più di 50mila abitanti, 9 milioni tondi, e li vuole destinare al teatro di piazza Repubblica. Così, dopo il collega bustocco Emanuele Antonelli, anche il sindaco Andrea Cassani sbotta: «A Davide Galimberti (primo cittadino varesino, ndr) io e Antonelli abbiamo detto che è onnivoro. Vuole portarsi a casa tutti i soldi della Regione. Bene dunque ha fatto il governatore Roberto Maroni a riportare un po’ di equità».

Sì, perché Busto era diventata una polveriera e Gallarate si apprestava a diventarlo. Quindi, dopo la polemica sollevata dal sindaco bustocco, comunicandolo attraverso la Prealpina, il presidente regionale ha ritenuto opportuno congelare il cospicuo finanziamento e rimetterlo – insieme con i diretti interessati – sui binari della giusta distribuzione. Nell’attesa di ricalcolare il tutto nelle sedi opportune, ieri in sede di assemblea degli Industriali a MalpensaFiere i due colleghi di centrodestra non hanno risparmiato la stoccata a Galimberti. E tra il serio e il faceto gli hanno dato dell’«onnivoro» in materia di stanziamenti.

«Al di là delle battute, il punto è che di soldi ce ne sono pochi: se li prende tutti Varese, per gli altri è finita», va al nocciolo Cassani. «Tra l’altro, ritengo che la polemica nel Partito democratico riguardi i loro equilibri interni. Invece il discorso mio e di Antonelli si riferisce esclusivamente all’interesse del territorio». Il riferimento, in tal caso, è alla spaccatura del Pd bustocco: una parte sta pubblicamente con il primo cittadino del centrodestra di Busto e critica il sindaco piddino di Varese per essersi preso l’intera posta, il tutto in nome della divisione delle risorse.

Anche perché, al di là dei tre progetti gallaratesi presentati al Patto per la Lombardia (appunto il sottopasso ferroviario e i due rondò), ci sarebbe il piano sovracomunale di una pista ciclabile da qui a Castellanza. Insomma, le idee non mancano. E nemmeno le necessità sulle quali intervenire. «Noi non abbiamo i soldi per tappare le buche nelle strade e Galimberti parla di ricostruire le città», incalza infatti Cassani. «Ribadisco: se si prende tutti i soldi Varese, per gli altri è finita. Poi ai convegni viene a farci i discorsi filosofici sul fatto che la sicurezza aumenta con la riqualificazione urbana. Grazie, facile se dalla Regione arriva una ventina di milioni per sistemare piazza Repubblica e la caserma e poi se ne tengono nove per il teatro».

Insomma, ora c’è un asse tra i sindaci del secondo e terzo Comune della provincia finalizzato all’equa distribuzione. Mentre continua l’assordante silenzio sul tema del sindaco del primo.

«Io non voglio vedere le carte Voglio solo vedere il denaro»

«Pensavo non mi permetteste di entrare a Busto», ha provato a scherzare Davide Galimberti, sindaco di Varese, quando ieri è giunto a MalpensaFiere per l’Assemblea degli Industriali e ha incrociato il collega bustocco Emanuele Antonelli. «Noi siamo gentili e non cacciamo nessuno – gli ha risposto quest’ultimo – ma quella storia dei soldi per il Patto per la Lombardia va sistemata». E Antonelli, di fronte alla proposta di «guardare bene le carte», ha replicato secco: «Io non voglio vedere le carte, voglio vedere i soldi che servono alla mia città».

Siparietto a parte, il primo cittadino di Busto Arsizio non indietreggia un millimetro sulla vicenda e anzi adesso si sente tranquillizzato dall’intervento del governatore Roberto Maroni: «Non posso che ringraziarlo per la sua presa di posizione. Personalmente non vedo l’ora di poter effettuare l’incontro con lui e con i miei colleghi per poter distribuire più equamente il denaro a disposizione. Maroni, rendendosi conto della situazione, sta evitando uno scippo bello e buono. Sono certo che quando ci convocherà, ci sarà il modo di spiegare a Galimberti che ha sbagliato e dimostrare che cosa vuol dire fare da ente capofila di un progetto complessivo». Antonelli non ha il minimo dubbio di avere ragione: «Mi sembra che siano le parole stesse della maggioranza degli esponenti del Pd a spiegare che neanche loro hanno compreso come sia stato possibile che accadesse questa storia».