I soldi della casa versati al notaio

La novità nel campo immobiliare è datata 29 agosto e quindi nel territorio difficilmente sarà già stata applicata in così pochi giorni, ma di sicuro sta già facendo discutere. Anche qui come nel resto d’Italia è già possibile, a scelta di una delle parti coinvolte nell’acquisto di un’abitazione, depositare mediante assegno o bonifico il valore di una casa al notaio anziché direttamente al venditore. Sarà poi cura del professionista girare la cifra all’agente una volta trascritto l’atto: non si tratta di un obbligo ma di una libera scelta, studiata appunto per aumentare le tutele per gli acquirenti. Ma è facile immaginare che la modalità sarà richiesta perlopiù da questi ultimi, visto che quando si comprano le quattro mura si mettono in gioco i risparmi di una vita e le paure sono tante.

Come sta reagendo il Varesotto? I notai parlano di preziose tutele per il cittadino e tempi più rapidi per chi vende: «La norma è appena entrata in vigore, quindi non ci sono ancora molti esempi locali – spiega per esempio il notaio varesino Domenico Chiofalo -. Oggi c’è la possibilità del cosiddetto “deposito del prezzo”, che permette cioè a chi compra di depositare la somma dal notaio che farà l’atto. Questi verserà poi il denaro su un conto dedicato, che segue regole rigide e non entra nel suo patrimonio personale: una volta che saranno completate verifiche e trasmissioni, il denaro andrà alla parte venditrice. Questa novità elimina una piccolissima percentuale di rischio per l’acquirente, che solitamente versa il dovuto alla firma dell’atto: ebbene, c’è una seppur remota possibilità che nei pochi giorni fra l’atto e la sua trascrizione insorgano dei problemi prima sconosciuti che mettono in pericolo il contratto.

Ripeto, è un fatto rarissimo perché il professionista controlla tutto nei dettagli prima, ma in questo modo si elimina anche questa criticità».

In soldoni, prima si rischiava di perdere bene e denaro se tra la firma dell’atto e la trascrizione fossero risultati un’ipoteca o un pignoramento. Ora questo dubbio viene fugato. Insomma, una grande novità per coprire un piccolo rischio. Insieme al prezzo si possono versare già anche le imposte dovute. «Si tratta di una libera scelta, non di un obbligo, ma basta che lo richieda una parte – precisa il notaio -. Ci sono nuove e maggiori tutele per chi compra: in Francia accade da decenni e inoltre noi, vicini alla Svizzera, siamo abituati già a una pratica per certi versi simile. I frontalieri, infatti, possono richiedere il secondo pilastro, una sorta di anticipo Tfr, per l’acquisto della casa. Ma l’assicurazione non dà la somma direttamente al lavoratore, bensì al notaio. Certo, si tratta di un aggravio di attività e di responsabilità, per il quale si concorda un compenso, ma personalmente ritengo che tutto ciò che porta a una maggior tutela sia da favorire».