I sindaci a tu per tu col Papa

La Prealpina - 04/05/2017

Papa Francesco li ha salutati subito. I sindaci varesini dell’accoglienza erano, uniti e emozionatissimi, nientemeno che in prima fila. Il Pontefice si è intrattenuto qualche minuto con loro, regalando alla fine anche una benedizione via cellulare alla mamma della sindaca di Castellanza.

«Un’esperienza incredibile» ripetono in coro i sindaci del Varesotto che ieri mattina hanno partecipato all’udienza del mercoledì in Vaticano. Silvio Aimetti di Comerio, Fabio Passera di Maccagno con Pino e Veddasca, Riccardo Del Torchio di Besozzo, Laura Cavalotti di Tradate, Mirella Cerini di Castellanza, Maurizio Leorato di Vergiate, giunti in Vaticano in Sala Nervi, assieme a diversi assessori fra cui quelli di Lozza, Malnate, Cocquio. «Quando Papa Francesco si è avvicinato l’emozione è aumentata – spiega Aimetti – Lo abbiamo salutato a nome di tutte le comunità che rappresentiamo e gli abbiamo detto che da quasi due anni abbiamo attivato diversi progetti di accoglienza e che la scintilla di queste iniziative sono state proprio le sue parole. Il Santo Padre ci ha dimostrato la sua gioia per quello che stiamo facendo». Giornata intensa per gli amministratori varesini, ricca di emozioni e tante soddisfazioni, perché le parole del Pontefice hanno di fatto benedetto l’opera finora intrapresa. La finalità del viaggio era questa, ma la giornata di ieri ha superato le aspettative: i sindaci sono stati intervistati anche dall’L’Osservatore Romano” e hanno avuto l’attenzione della Cei. Dopo il Vaticano, il Parlamento. I sindaci erano attesi alla Camera dei Deputati per una conferenza stampa. E nella sala «abbiamo raccontato le nostre esperienze di accoglienza senza tralasciare gli aspetti critici – spiega Aimetti – e ribadendo che la soluzione migliore è un’accoglienza diffusa per piccoli gruppi». Non è stato dimenticato il principio dell’equità, intesa come accoglienza in modo proporzionale. «Un altro tema che è emerso è quello di evitare la contrapposizione all’interno delle povertà tra migranti e italiani, ma di operare per rimuovere i conflitti» termina Aimetti. «Incontrare così da vicino Papa Francesco, potergli parlare è stata una emozione indimenticabile, unica e irripetibile» afferma a sua volta la sindaca di Tradate Laura Cavalotti. «Una persona speciale – prosegue – e forse ancor più speciale nel momento in cui lo ascolti dal vivo. A lui ho portato i saluti di tutti i tradatesi, ricevendo l’esortazione a perseverare, a portare a compimento la nostra missione con senso del dovere e con l’obiettivo di servire i cittadini e le persone. E proprio le persone, intese come tali e senza distinzione, sono state anche al centro dell’incontro che abbiamo avuto a Montecitorio. In quella occasione abbiamo esortato i politici a dare ai sindaci quegli strumenti con i quali possano affrontare l’emergenza dei richiedenti asilo. Abbiamo ribadito che non si possono scaricare sul territorio tematiche che sono soprattutto di carattere internazionale proprio perché abbiamo a che fare con persone e le persone meritano il massimo rispetto».