I sindacati chiedono chiarezza sul futuro «Si tratti ancora per ridurre gli esuberi»

La Provincia Varese - 09/03/2016

«La trattativa deve proseguire con tutti gli elementi del possibile piano industriale di Qatar Airways, utili a ridurre drasticamente l’attuale livello degli esuberi». Così il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo dopo la riunione dell’altro ieri con Meridiana al ministero dello Sviluppo Economico. «Resta il livello degli esuberi individuato in 901 unità (144 piloti, 591 assistenti di volo, 112 del personale di terra e 54 tecnici Meridiana Maintenance) e sono ancora non chiarite le prospettive di nuove attività originate dalla partnership con Qatar». Irrisolto, inoltre, «il tema dell’impatto degli esuberi sull’intero gruppo Meridiana compresa Air Italy. E’ necessario che il confronto prosegua in sede governativa, ma alla presenza diretta dei rappresentanti del Mise», evidenzia il dirigente sindacale della Filt. Nodi, dunque, ancora irrisolti per il “caso” Meridiana, la seconda compagnia aerea italiana che a Malpensa ha messo il personale in cassa integrazione e gli aerei a terra, mentre vola Air Italy. «L’Azienda faccia chiarezza sull’unificazione tra i vettori altrimenti non si andrà da nessuna parte», continua a ribadire l’Unione sindacale di base che conta parecchi iscritti. La richiesta di unificazione dei contratti tra il personale di volo di Meridiana e quello della controllata Air Italy non è ancora soddisfatta. «Auspicare, come indica l’azienda in una nota, l’unificazione di contratti diversi tra loro senza parlare di unificazione del personale, mentre si ribadisce che Air Italy non può essere inclusa nelle procedure di mobilità perché esclusa finora dallo stato di crisi, è una contraddizione in termini», scrive Usb. «Air Italy è una società distinta ma che opera all’interno di un’unica azienda, Meridianafly, operando rotte che appartengono a quest’ultima. Da 4 anni riteniamo la presunta divisione una questione sbagliata dal punto di vista legale, sindacale e sociale». La strada rimane in salita. Ma, incalza Usb, «l’unica da percorrere in vista della partnership con Qatar è procedere senza indugi all’unificazione delle aziende, così come doveva essere dal 2011 e prendersi cura di ogni singolo lavoratore senza distinzione di categoria e azienda». Chi pensasse a una contrapposizione tra dipendenti fomentata da Usb, è servito: «Non siamo stati noi a voler mettere in contrapposizione i lavoratori tra di loro e non lo faremo neanche ora».