«I sacrifici vanno negoziati»

«Non veniamo ascoltati da cinque mesi». E così hanno deciso di organizzare due ore di sciopero. È stata una giornata di mobilitazione dentro e fuori ai cancelli della fabbrica di elicotteri di Leonardo (Agusta-Westland) dove Cgil, Cisl, Uil e, chiaramente, i lavoratori, si sono uniti in protesta. «Siamo soddisfatti della nostra unità e dell’ottima adesione di operai e impiegati», dice Andrea Besani, coordinatore locale del settore elicotteri per la Fiom Cgil: «Si tratta di una manifestazione contro l’arretramento dell’azienda verso le relazioni sindacali. Sono cinque mesi che chiediamo ai vertici un incontro per affrontare il problema dei turni sulla produzione, ma non siamo stati ancora ricevuti». Insomma, di mezzo vi è il cuore di una produzione così delicata e importante per il territorio.

«Vergiate», afferma Andrea Borin, delegato di Fim Cisl con delega sull’aeronautica, «è il collo di bottiglia di tutte la produzione di elicotteri. Qui, specialmente dalla seconda metà dell’anno in poi, il lavoro sale e ai lavoratori vengono chiesti dei sacrifici importanti: straordinari, turni in più, al sabato, la domenica e nei festivi. Al contrario noi chiediamo di organizzarsi al meglio per evitare gli straordinari e poter conciliare lavoro e famiglia. E poi di avere una contrattazione salariale che abbia una contropartita economica dignitosa. Infine, anche se di assunzioni ce ne sono state, per affrontare i picchi, bisogna operarne altre e non limitarsi ai tempi determinati».

Inoltre Fabio De Rosa, funzionario della Uilm Alta Lombardia sottolinea come si debba «tornare a una trattativa a livello locale e non solo a quella centralizzata a Roma. Per il lavoro si possono fare dei sacrifici, ma essi devono essere negoziati, mantenendo quantitativamente e qualitativamente l’efficacia del lavoro come, invece, talvolta non accade».

Infine, secondo i sindacati «bisognerebbe focalizzarsi sulla pianificazione degli approvvigionamenti, sull’efficienza, sulla formazione dei lavoratori in un’ottica volta a far diminuire l’impatto delle parti mancanti nelle fasi di assemblaggio e le difficoltà nell’esecuzione delle lavorazioni, per evitare la generazione di difetti. Ricordiamo che l’inserimento di nuove risorse nelle linee di montaggio, e cioè un fatto estremamente positivo, riscontra ovviamente un lungo periodo di avvio prima di ottenere i risultati di efficienza sperati. Affiancamento e formazione devono quindi contraddistinguere tutto il periodo di inserimento e non solo la fase di ingresso».