I ricami e i tessuti di Giudici conquistano stilista cinese

La Prealpina - 13/07/2017

La sua famiglia crea tessuti e li ricama dal 1962, quando il nonno Enrico, con il fratello Angelo, fondarono il Ricamificio Giudici a Cassano Magnago. Oggi, a distanza di 55 anni, Eric Giudici porterà quelle opere di tessitura niente meno che in Cina. Merito del lavoro suo, di sua madre Agnese e del suo unico dipendente, ma anche della sua lungimiranza che lo ha portato a partecipare alla sezione Origin di Milano Unica, la fiera del tessile in corso a Rho Fiera a Milano, con il servizio export di Confartigianato Varese.

Un giovane fashion designer di trent’anni, di Taiwan, di fronte allo stand del Ricamificio Giudici non ha resistito. Passa fra le dita i tessuti, si sofferma sui particolari dei disegni (soggetti tondeggianti e geometrici), si accorge che linee e sfumature cromatiche sono fatte apposta per risaltare la fattura del ricamo. In venti minuti non si chiude un contratto, però si prende un accordo: «Invieremo a Taiwan parte del campionario e ci terremo in contatto – racconta Giudici – L’intenzione di questo giovane cinese è quella di realizzare una collezione con i nostri disegni e questo, considerando l’altissima competenza degli orientali sulla fattura dei tessuti, è già un piccolo successo».

Ma non basta. con il servizio Export di Confartigianato Varese si è fatto un passo in più: Eric Giudici si è presentato al Japan Observatory dove anche la preparazione dei giapponesi in tutto quello che è moda italiana si fa sentire. «Le nostre collezioni spaziano dai classici ricami floreali a linee più coraggiose ma sempre secondo l’eleganza del bel vestire italiano – prosegue il titolare. La tipica cortesia giapponese ci ha conquistati; ora spetta a noi conquistare il loro mercato». Con quella cura del particolare che ha permesso da contoterzista al Ricamificio Giudici di realizzare «buona parte del pret-a-porter di Valentino».

Il Ricamificio, insomma, si prepara alla conquista di nuovi mercati. Va detto che il successo è anche il frutto di una politica aziendale che ha saputo in questi anni unire tradizione, creatività e innovazione. «Negli ultimi anni abbiamo investito in azienda centinaia di migliaia di euro – spiega Eric Giudici – per l’acquisto di macchinari a Industria 4.0 . Abbiamo collezioni e linee tutte nostre, disegni depositati e ricami particolari». Un lavoro di preparazione che ora consente di raccogliere frutti importanti e concreti, grazie anche alla forza del Made in Italy. «Dopo anni di concorrenza low cost – spiega Giudici – la Cina sta ribaltando ancora gli equilibri: i suoi confezionisti chiedono il Made in Italy».