I giudici bloccano la fusione delle Camere di commercio

Altra Testata - 06/12/2018

ILTIRRENO.IT

La fusione tra le Camere di Commercio di Lucca, Massa Carrara e Pisa. può attendere. Il Consiglio di Stato ha infatti concesso la sospensiva richiesta dall’ente camerale apuano, presieduto da Dino Sodini e assistito dall’avvocato Domenico Iaria. Il ricorso era contro il Ministero dello sviluppo economico, in persona del ministro, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato; Presidenza del Consiglio dei ministri, non costituita in giudizio; e nei confronti delle Camere di Commercio di Lucca, di Pisa, il Commissario ad acta per la costituzione della Camera di commercio Toscana Nord Ovest, e della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest (non costituire in giudizio), oltre che contro l’Unione italiana delle Camere di commercio, rappresentata e difesa dall’avvocato Federico Tedeschini.

Obiettivo del ricorso, la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar del Lazio che, al contrario, non aveva concesso la sospensiva. Il Consiglio di Stato, riprendendo in sostanza quanto già spiegato dal Tar il 1° agosto, osserva nella sua ordinanza: «Nell’ambito della delibazione tipica della presente fase cautelare, che nel bilanciamento degli opposti interessi prevalenti risultano allo stato quelli della parte ricorrente, volti in sostanza al mantenimento inalterato della situazione sostanziale nell’attesa della delibazione nel merito delle diverse, articolate questioni oggetto di giudizio, a partire da quella prospettata di una possibile illegittimità costituzionale di alcune delle norme del riordino normativo la cui prima applicazione ha dato luogo alla presente controversia» – ha già disposto la sospensione del decreto-ministeriale 16 febbraio 2018 del Mise, Ministero dello Sviluppo economico e degli atti esecutivi del medesimo decreto. Quindi, si aggiunge, quanto stabilito in quella sede «va confermato anche nel presente giudizio; ricorrono giustificati motivi per compensare integralmente fra le parti le spese del doppio grado preventivo». Insomma, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) «accoglie l’appello cautelare e, per l’effetto, sospende gli effetti degli atti impugnati in primo grado, disponendo che a cura della Segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita celebrazione dell’udienza di merito (peraltro già fissata, secondo quando dedotto dalle parti, alla data del 30 gennaio 2019)».

Come già avevamo scritto lo scorso agosto, dalla giustizia amministrativa sembra arrivare uno spiraglio, e forse qualcosa di più, al tentativo di bloccare la riforma delle Camere di Commercio messo in campo dall’ente camerale apuano che, secondo quanto prospettato nel ricorso, sarebbe il più penalizzato dal conglomerato che dovrebbe mettere insieme le Camere di Commercio di Massa-Carrara, Lucca e Pisa (con sede baricentrica a Viareggio). Il Tar, nel respingere la sospensiva ora concessa dal Consiglio di Stato, come abbiamo visto aveva già parlato di profili di legittimità costituzionale. Al centro vi è il decreto del Ministro dello Sviluppo economico 16 febbraio 2018 con cui si apriva di fatto il processo di fusione tra i tre enti camerali. Inoltre, il presidente Sodini aveva anche chiesto la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, domanda presentata in via incidentale, e che risulta accolta. Una cosa è certa: da qui al 30 gennaio, la riforma è stoppata. Il commissario ad acta dovrà fermare le procedure avviate e attendere la decisione nel merito. E non è escluso che il tutto possa essere rimandato alla Corte Costituzionale.