I gioielli del futuro stampati in 3D

Il Faberlab di Confartigianato Imprese Varese continua a crescere, anticipando i temi rilanciati in questi giorni dal Piano Nazionale Industria 4.0 del Governo. Un piano di lavoro che mira ad aiutare le imprese ad acquisire dimestichezza con le nuove tecnologie, con l’Internet Of Things per superare il gap della competitività con i competitor europei. E per raggiungere questi obiettivi nel concreto ci sono già luoghi appositi, «attrezzati per mettere un piede nel futuro e fare uno sprint nel presente – spiega Confartigianato – in una sola parola Faberlab, il laboratorio digitale di Confartigianato Imprese Varese con sede a Tradate». E proprio per seguire il cammino continuo dell’innovazione anche Faberlab continua a crescere e rinnovarsi: alla stampante ProJet 660 Pro (la soluzione ideale per il mondo dell’architettura e del design) ora si affianca da pochi giorni la Form 2 Formlabs, stampante 3D a stereolitografia laser. Una macchina particolarmente indicata per stampare modelli di gioielleria, bigiotteria, oreficeria e modelli dentali, capace di realizzare prototipi lisci, accurati nei minimi dettagli e con ottime finiture superficiali. Insomma, una tecnologia adatta per ottenere dettagli elevati su oggetti di piccole dimensioni che richiedono un’altissima precisione. «Insomma, Faberlab ha anticipato le mosse del governo tre anni fa – sottolinea Confartigianato – partendo da quello che, anche oggi, il governo considera fondamentale: fare cultura e accompagnare le imprese in un percorso formativo che sia anche pratico e diretto alla soluzione dei problemi. Per favorire la contaminazione digitale della manifattura e l’innovazione attraverso la conoscenza, la trasmissione di esperienze e la loro condivisione. Queste tecnologie permettono alle imprese di diventare più veloci, abbassare i tempi di produzione, ridurre i costi, soddisfare meglio il cliente che, con la digitalizzazione, compartecipa alla definizione finale del prodotto». Attraverso Faberlab, un mondo fatto di giovani, maker, imprenditori, liberi professionisti, scuole, università e persino centri di ricerca, le imprese hanno dunque trovato gli strumenti più innovativi per soddisfare non solo i bisogni imminenti della produzione, ma anche per dare forma alle loro nuove visioni, in linea con gli obiettivi dell’industria del futuro.