I diamanti e Vasco Un arresto per truffa

La Prealpina - 26/06/2020

Che c’azzecca Vasco Rossi (nella foto Archivio) con una società di intermediazione immobiliare con sede a Varese città posta ieri sotto sequestro dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano? In apparenza nulla. In realtà, il filo rosso che collega, sebbene alla lontana, il Blasco all’immobiliare ha un nome e un cognome, Nicolò Maria Pesce, e cioè un imprenditore milanese raggiunto ieri dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere a firma del gip del Tribunale di Milano Anna Calabi. L’accusa a carico del titolare della società di consulenza Kamet? Quella di aver riciclato non meno di 20 milioni di curo. Venti milioni parte integrante degli oltre 700 milioni presunto provento illecito derivante dalla maxi-truffa sui diamanti dai prezzi gonfiati perpetrata ai danni di decine di migliaia di risparmiatori al centro di un’inchiesta parallela che lo scorso autunno ha portato il pm milanese Grazia Colacieco a chiedere di mandare a processo un’ ottantina di persone e ben cinque hanche. Tra le vittime del raggiro, ed ecco il gancio con la rockstar di Zocca, figura proprio il malcapitato signor Rossi: per diversificare il proprio portafoglio titoli si era visto proporre in banca un investimento sicuro e con rendimenti elevati. In realtà, quell’investimento si è rivelato un flop e il cantautore emiliano ha scoperto a sue spese di essere stato privato di più di 2 milioni di euro. Secondo la Procura di Milano, la Diamond Private Investment, al centro della maxi-truffa ai danni di Vasco e C., avrebbe “girato” parte del denaro truffato sulla società di consulenza di Pesce, il quale a sua volta avrebbe riciclato e reinvestito i propri guadagni illeciti in fondi gestiti da una società d’investimento lussemburghese e in numerose imprese a lui riconducibili, tutte attive nel centro-nord, tra cui una società di intermediazione immobiliare di Varese. E di ieri la notizia che le Fiamme Gialle di Milano sono salite proprio in città per sequestrare le quote societarie, prima facendo tappa in Camera di Commercio e poi presso la sede dell’immobiliare.